Domani, venerdì 2 agosto a partire dalle 18.00 presso la Vecchia Stazione Ferroviaria di Adelfia (via Marconi, 31) torna Chiacchr e frutt.
Giunto alla sua seconda stagione estiva e alla puntata numero 5 del 2019, dopo il successo dello scorse giornate, l’APS Tipica Adelfia ripropone il format del mercatino km0 in una veste rinnovata, sempre più decorata e accogliente. Un esperimento che giorno dopo giorno vede rafforzata, e ormai rodata, la rete tra associazioni, operatori e produttori locali insieme ed esponenti del mondo dell’arte e della cultura nostrani.
A partire dalle 18.00 agricoltori e artigiani propongono presso i nuovi stand in legno, frutta e ortaggi di stagione insieme ad articoli e manufatti locali.
Particolare interesse suscita l’angolo dei prodotti tipici che rispetta la stagionalità della frutta del territorio che in questa edizione di mezza estate, propone tra gli altri uva, pesche e albicocche profumate.
Nell’area dedicata alla gastronomia si colloca, immancabile, la postazione dei cugini dell’associazione “Il Melograno” per la preparazione di un succulento risotto al vino con radicchio, frittelle e anguria fresca; come sempre presente Ottavio con la sua brace accesa, per l’occasione, destinata alla preparazione di panini con salsiccia o prosciutto cotto alla griglia. Due nuove postazioni per questo venerdì, una dedicata alla regina pugliese: la focaccia barese, della rosticceria adelfiese Mang e Gust e l’altra al re: il canzone di cipolla di Acquaviva della ditta Godì Food.
Dopo il successo degli scorsi venerdì, torna a essere illuminato lo spazio dedicato ad Adelfia in Calice; un percorso di degustazione e valorizzazione dei vitigni pregiati prodotti dalle cantine nostrane Angiuli, Ferri, Imperatore e Scattaglia che propongono i loro bianchi di qualità.
In programma alle 19:00 la presentazione del libro “Cinetour – guida ai set cinematografici d’Italia” della giornalista, web content e autrice, barese di adozione Eleonora D’Uffizi – ALL AROUND Edizioni – presentato dai giornalisti Maria Pia Ferrante e Giovanni De Benedictis.
La zona del gazebo si trasforma nel caffè letterario della stazione, con una opera in doppia lingua (italiano e inglese) che ripercorre tutte le regioni d’Italia rileggendole in chiave cinematografica.
Che il Colosseo faccia da sfondo alla terrazza del protagonista de La Grande Bellezza, il film italiano premiato con l’Oscar, è piuttosto evidente. Che i suggestivi Sassi di Matera diventino Gerusalemme in pellicole come “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini nel 1964, “King David” con Richard Gere nel 1985 e una terza volta, nel 2002, con il film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, è noto ai più. Ma i paradisi di celluloide in Italia sono tantissimi e molti sono dietro casa. “Cinetour” è una guida divertente e pratica per tutti gli appassionati di “movie turism” in cerca di novità, informazioni e chicche ma anche per tutti quelli che vogliono trascorrere un weekend o una vacanza alternativi, alla ricerca delle location cinematografiche e televisive dove hanno girato le star più amate del passato e del presente.
Dalle 21.00 si parte con la musica. Una iniziativa di scale e di note in cui il cantante adelfiese Ferrante – voce e chitarra – e Nando Perna – piano e seconda voce si esibiranno in un live acustico con inediti e cover nazionali e internazionali.
Cibo, tradizione, cultura e musica; un trinomio su cui Tipica Adelfia continua a puntare con l’obiettivo di valorizzare tutte le peculiarità e le risorse del luogo, nel rispetto dell’ambiente, dell’essenzialità e della divulgazione, per dare così vita ad una vetrina partecipata per cittadini e visitatori.
Chiacchr e frutt è una locuzione dialettale che ricorda i filari dell’uva al tempo in cui il frutto non è sufficientemente maturo, ma l’estate ormai incalza. Tipica espressione utilizzata dai proprietari terrieri, o dai loro delegati, per invitare i lavoratori dell’ultimo secondo – spesso giovanissimi che abdicando i banchi di scuola tentano di guadagnare qualche soldino per reggere la spesa di una meritata vacanza – a non distrarsi e a proseguire tenendo in alto le braccia e tese le dita, dirette a pulire i grappoli dell’uva privandoli degli acini più piccoli (lavoro dell’acinino).
Un impegno faticoso che prevede sveglie prima dell’alba, caldo asfissiante e raggi solari che pungono la pelle infilandosi tra le foglie dei vigneti, ma che regala momenti indimenticabili al punto di diventare un “must” delle estati di paese.








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