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Il Senato, la lotta dei galli, le urla e lo scenario di una crisi isterica

Un pomeriggio di grande e triste fibrillazione in Senato. Al centro del dibattito le comunicazioni, attese da giorni, del premier Giuseppe Conte e le sue annunciate dimissioni per una crisi di Governo nata dalle insanabili (evidntemente) differenze tra i due vicepremier Salvini e Di Maio.

Anzi, soprattutto figlia di un clima di un vero e proprio ostracismo ed odio personale e personalistico che, dalle aule alle pagine di giornali, dai siti web ai social network, dalle piazze ai porti, si sta vivendo.

Un clima di contrapposizione e di tutti contro tutti dove un rosario, una medaglietta di San Pio diventano il centro del dibattito. Viene da se’ pensare e ritenere che si tratti, tristemente, di un dibattito dallo scarso spessore e dal contenuto politico ancora meno sviluppato.

Come andrà a finire? E chi lo sa. Punto fermo sono le dimissioni di Conte e la sua salita al Quirinale, dove rimetterà il mandato di Premier nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Per prevedere cosa accadrà tra due giorni, o due mesi, o due anni, dovremmo avere la palla di vetro o fare gli indovini. Mentre addirittura già si parla di papabili per il prossimo dicastero o quel posto di sottosegretario che tanto fa gola.

Gli scenari sono chiari, e la chiosa finale di Salvini, nel suo intervento al Senato, ne aggiunge un terzo ai due già sul piatto: scioglimento delle Camere e nuovo voto in autunno, nuova maggioranza più o meno allargata che possa dare vita ad un nuovo governo (guidato o meno ancora da Conte) o clamorosamente dietro front, voto sul provvedimento del taglio dei parlamentari con l’attuale maggioranza e poi voto, ma a questo punto probabilmente a primavera, con una manovra economica in mezzo da varare.

Ma quello che davvero ha svilito il ruolo delle Istituzioni è il clima da caciara ferragostana che ha pervaso tutta la seduta in diretta tv praticamente a reti unificate.

Applausi sguaiati, urla ancora più sguaiate, cartellini e cartelloni a profusione, liti ed interruzioni. Tutto mentre in perfetto “Prima Repubblica Style” ci si ricopriva di complimenti e ci si accoltellava.

Di chi è la colpa? E cosa importa? Non è così che ci si comporta. Se fossimo in un asilo saremmo già stati ripresi e messi in un angolo dalla maestra. Ma siamo in un’Aula Parlamentare. Purtroppo.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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