Una lunga faida per il controllo criminale del territorio fatta di omicidi e di rapine. E da ultimo di un tentato omicidio dello scorso anno fatto con l’obiettivo di vendicare la morte del figlio avvenuta 13 anni fa.
Per il boss del quartiere San Paolo di Bari Andrea Montani, 55 anni, tornano ad aprirsi le porte del carcere. I Carabinieri di Modugno hanno eseguito, questa mattina, una ordinanza di custodia per il tentato omicidio del pregiudicato 42enne Ignazio Gesuito, ferito in un agguato il 5 febbraio 2018 a Modugno.
Montani, soprannominato ‘Malagnacch’, avrebbe tentato di uccidere l’uomo per vendicare il figlio Salvatore, ammazzato proprio da Gesuito nel giugno 2006. L’accusa contestata al boss, in libertà dal 2016 dopo aver scontato 18 anni di carcere, ed attualmente agli arresti domiciliari per una rapina, è di tentato omicidio con le aggravanti del metodo mafioso e dell’aver agito “per motivi di supremazia e riaffermazione mafiosa sul territorio”.
I FATTI E L’AGGUATO
Siamo a Modugno nel mese di giugno del 2018. Gesuito viene raggiunto da due sicari nel cortile condominiale di casa sua, e viene colpito al torace e a un braccio da 4 dei 9 proiettili esplosi contro di lui da Montani, che avrebbe continuato a sparare anche quando la vittima era ormai a terra. Sopravvissuto, Gesuito ha però perso l’uso delle gambe.
L’agguato è avvenuto nello stesso luogo dove nel 2006 c’era il negozio di animali ‘Savana’ all’esterno del quale Gesuito uccise il 18enne Salvatore Montani, figlio di Andrea.
Gesuito proprio per questo omicidio è stato detenuto in carcere per 9 anni. Scarcerato nel 2014 si era trasferito al Nord, tornando a Bari nel 2017.
Agli atti dell’indagine dei Carabinieri intercettazioni telefoniche e ambientali, video-riprese e le dichiarazioni di vittima e familiari. Nei prossimi giorni Montani sarà sottoposto ad interrogatorio di garanzia per rogatoria a Torino, dove si trova attualmente detenuto.











