Tante sono le problematiche legate all’agricoltura nella nostra regione a partire dalla Xylella che costituisce una delle pagine più nere nella storia agricola della nostra regione e pochi ancora i provvedimenti messi in atto per debellarla. Non è un caso infatti che Bari sia stata scelta, lunedì 23 settembre, alle ore 17.30 nell’Aula Magna di Agraria, come una delle mete più attese per il grande roadshow sull’agricoltura: Agrievolution, promosso da Bayer, con la collaborazione dell’Università di Bari “Aldo Moro”.
L’evento, moderato dalla giornalista Chiara Albicocco, con gli interventi di Chiara Tonelli, presidente del comitato scientifico della Fondazione Umberto Veronesi, Antonio Pascale, giornalista e ispettore del Ministero delle Politiche Agricole e Roberto Confalonieri, professore di Agronomia e Sistemi culturali all’Università di Milano e fondatore di Cassandra lab, si occupa di affrontare attraverso i temi della genetica, del digitale e della difesa delle piante, il futuro dell’agricoltura e le sfide da intraprendere attraverso l’innovazione. Ad aprire il dibattito ci ha pensato Antonio Pascale con un excursus sui progressi legati all’agricoltura a livello mondiale durante il XX secolo, affermando di essere passati da un Paese in cui era difficile sopravvivere a un Paese in cui è più semplice vivere grazie all’innovazione tecnologica. Inoltre, egli sostiene che erroneamente vi è diffusa nel settore agricolo, soprattutto a causa di un marketing poco corretto, la convinzione che solo il passato contenga valori e tradizioni sane mentre il presente sia corrotto, portando a penalizzare gravemente non solo le nuove generazioni ma anche la bellezza agricola e i suoi potenziali. Il relatore perciò invita a smetterla di guardare al passato con nostalgia, in quanto abbiamo a disposizione una nuova cassetta degli attrezzi, in cui i nuovi strumenti, sempre più precisi, ci permettono di ottenere il meglio dalle nostre colture.
Ampia importanza è stata conferita al tema della genetica e alla difesa delle piante su cui si è soffermata Chiara Tonelli, esplicando al pubblico la differenza spesso erroneamente vista come sinonimo tra Ogm (Organismo geneticamente modificato) ed editing genetico e le potenzialità di quest’ultimo. Nel primo caso un intero gene di una specie viene inserito nel nucleo di un altro organismo, attraverso la tecnologia del DNA ricombinante, mentre con l’editing genetico non vi è nessuna aggiunta, in quanto viene corretto il gene difettoso nel luogo e nel contesto in cui questo naturalmente è presente. Questo vuol dire non solo ripristinarne la sequenza genica, ma portare ad una maggior resistenza della pianta in condizioni climatiche non favorevoli, puntando su un’agricoltura più sostenibile.
Infine sulla trasformazione digitale nel settore agricolo e delle sue potenzialità ne ha parlato il professore Roberto Confalonieri, che ha sottolineato l’importanza del digitale nel settore agricolo, non come sostituzione della figura dell’agricoltore, ma come valore aggiunto per ridurre i rischi che possono portare a gravi sprechi e conseguenze, cosa che accade purtroppo spesso nel nostro Paese.
Oggi il digitale è entrato nella vita di tutti e le pressioni sugli agricoltori aumentano di continuo: c’è quindi maggiore domanda. In più, l’offerta di tecnologie digitali in agricoltura è ora matura, sia per la definizione di soluzioni strategiche che per la gestione tattica delle colture. Nei prossimi anni questo consentirà di fornire tecnologie che siano di effettivo supporto agli agricoltori, a prescindere dalle dimensioni aziendali.











