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Puglia, la caccia potrà riprendere. Fdi e Dit: “La Regione rispetti i cacciatori. Basta con i ritardi”

Si va verso una tregua alla questione della caccia in Puglia, con un clamoroso ritardo da parte della Regione Puglia che, di fatto, abbassa la testa e ridefinisce in chiave restrittiva le sue decisioni per evitare la sconfitta nel ricorso in atto. E’ stato infatti modificato e integrato il Piano faunistico regionale al fine di consentire la ripresa dell’esercizio venatorio durante la stagione in corso, in attesa della discussione di giovedì 17 ottobre del Consiglio di Stato che ne aveva disposto la sospensione.

E’ quanto stabilito nella delibera di Giunta regionale n. 1805 del 10 ottobre scorso che modifica e integra il Calendario Venatorio regionale 2019-2020, emanato con precedenti D.G.R. n. 1558/2019 e 1560/2019.

Le modifiche adottate con il nuovo calendario venatorio regionale permettono ai cacciatori di riprendere l’attività su tutto il territorio regionale nel rispetto delle indicazioni di ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale.

Una decisione, quella presa dalla Giunta Regionale, che però non soddisfa i consiglieri di Fdi e Dit Erio Congedo, Ignazio Zullo, Giannicola De Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola.

“La modifica del calendario per la stagione venatoria 2019-2020 – dicono – adottata al solo scopo di recepire le contestazioni sollevate in sede giudiziaria da un’associazione ambientalista, dopo che il TAR Bari ne aveva integralmente rigettato ogni istanza e prima che si fosse pronunciato il giudice amministrativo di appello è l’ennesima riprova di quanta poca considerazione abbiano i cacciatori pugliesi da parte del governo regionale in carica. Sembra quasi che l’intento del presidente Emiliano -assessore all’agricoltura e alla caccia– sia quello di accontentare e tenersi buoni gli ambientalisti, a discapito però di un’intera categoria che contribuisce anche economicamente alle finanze regionali: con le cospicue tasse di concessione regionale annualmente versate da ciascun cacciatore per il rinnovo della licenza di caccia, e con quelle di alcune migliaia di euro versate annualmente per il rinnovo delle concessioni delle varie aziende faunistico-venatorie. Dopo aver incautamente chiuso la caccia dal 6 ottobre su tutto il territorio regionale, per l’erronea interpretazione di un decreto di sospensione, la Regione Puglia si è addirittura spinta oltre, decidendo di non attendere l’esito dell’appello proposto dalla stessa associazione ambientalista risultata integralmente sconfitta in primo grado, e di procedere motu proprio ad una riconsiderazione in chiave restrittiva del precedente calendario venatorio, peraltro approvato con grave ritardo. Quello stesso ritardo che ha fatto sì che l’impugnativa proposta dalla cennata associazione ambientalista debba ancora trovare conclusione giudiziale nel pieno della stagione venatoria”.

“Vogliamo dire al popolo dei cacciatori che Fratelli d’Italia è vicino alle loro istanze e pronto a schierarsi dalla loro parte per la difesa delle loro giuste aspettative, nel rispetto delle leggi e attento al giusto contemperamento degli interessi in gioco”.

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Redazione
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