Inizia con i toni alti e finisce senza voce, quasi rauco. Ci mette tutta l’energia possibile Michele Emiliano per lanciare la sua campagna elettorale, stamattina in largo Albicocca nel cuore di Bari Vecchia, dove a luglio festeggiò i suoi sessant’anni. Ha chiamato a raccolta tutti i sindaci della regione (la giunta di Margherita di Savoia è arrivata col pulmino), sul palco con lui i primi cittadini dei capoluoghi e i suoi assessori.
“Non ce n’è per nessuno”, sentenzia Antonio Decaro, il primo a parlare in questa mattinata di sole cocente, “la storia la possiamo scrivere noi”. Dove il noi è un pubblico di fedelissimi assiepato tra i muri, le case e le friggitorie della città vecchia.
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Il presidente in carica, candidato del centrosinistra per le regionali del 2020, non risparmia nessuno: “Contro di me le lobbies del carbone, che lucrano sulla salute dei nostri figli”, e la frecciata raggiunge pure i Cinque stelle, “Non facciamo alleanze finché non chiedono scusa per le cose dette contro di noi, altrimenti vinciamo anche da soli”.
E a chi gli contesta di fare talvolta l’occhiolino al centrodestra, Emiliano replica: “Questo non è inciucio, non è trasformismo, la nostra è una comunità, a noi non interessa sapere da veniamo, ma dove andiamo. Noi le persone le guardiamo negli occhi, e mi basta uno sguardo – neanche un messaggio di whatsapp – per capire se ho sbagliato”. E a proposito di telefoni, si rivolge ai suoi e dice: “Rispondete sempre, e soprattutto a chi non conta niente”. L’ultimo pensiero, quando la voce sta per finire ed è costretto a chiedere un bicchiere d’acqua, va a Vendola: “Mi manca molto, vorrei fosse qui. Mi manca lui, non quelli che si sono serviti di lui”. Parole pesanti, ma si sa, il coraggio non è mai mancato al presidente pugliese.











