Se in Umbria tutti aspettano i risultati delle regionali anche, se non soprattutto, per capire se questo accordo governativo tra il M5S ed il Pd riesce a mantenere un appeal elettorale tale da giustificarne l’estensione in altre realtà, in Puglia se Emiliano per molto tempo ha cercato di corteggiare i pentastellati (arrivando anche ad offrire posti in Giunta), sistematicamente rispedito al mittente dai grillini pugliesi, adesso sembra che la situazione sia decisamente cambiata.
Sarà il vento elettorale che spinge alle spalle di quello che per ora è l’unico candidato in campo per la corsa alla guida del Palazzo del Lungomare di Bari. Sarà che il centrodestra appare ancora lontano dal proporre un nome capace di unire la coalizione per le prossime regionali del 2020. O forse la consapevolezza della forza di Michele Emiliano, che ha scommesso tutto sul suo secondo mandato, oltre i partiti e le coalizioni che lo sostengono.
Ma i rapporti con i M5S del governatore pugliese si sono davvero molto raffreddati. Si farà l’alleanza tra di loro? Le parole dello stesso Emiliano sono chiare: “Non facciamo alleanze finché non chiedono scusa per le cose dette contro di noi, altrimenti vinciamo anche da soli”.
E proprio prendendo lo spunto da questa dichiarazione arriva, a stretto giro di mail, la risposta piccata dei consiglieri regionali grillini.
“Apprendiamo che la cosa più interessante detta da Emiliano oggi durante la manifestazione per lanciare la sua candidatura alle prossime regionali sia stata sui 5 Stelle. E questo la dice lunga sulla mattinata. Capiamo però che abbia bisogno di argomenti che possano distrarre dai disastri di questi anni. Se avesse dovuto dire cosa ha fatto di buono per la Puglia i (non tanti) presenti avrebbero assistito a un film muto. Per una volta però ci tocca dargli ragione: non vogliamo avere niente a che fare con chi governa come ha fatto lui, cercando di raccattare consensi per mantenersi attaccato alla poltrona e distribuendo poltrone pur di aumentare il suo bacino elettorale”.
Una porta chiusa in faccia, ancora una volta, e l’esclusione di ogni possibile alleanza elettorale o governativa.
“Ed è un no che vale per la campagna elettorale e per tutto quello che ci sarà dopo. Ha provato a ‘comprare’ anche noi proponendoci tre assessorati in cambio del silenzio su tutti gli altri provvedimenti della Giunta. E siamo stati gli unici a rifiutare l’offerta e andare avanti. Oggi parla di Tap: proprio lui che dal 2015 ha ignorato tutte le nostre proposte per bloccare il progetto; ricorsi al tar, mozioni per chiedere al governo del suo stesso colore di fermare l’espianto degli ulivi, emendamenti per impegnare la Regione ad avviare l’iter per l’istituzione del SIC nel tratto di mare antistante Melendugno che avrebbe davvero potuto ostacolare il progetto. Invece la finta battaglia contro il gasdotto l’ha condotta solo su giornali e tv, limitandosi a chiederne lo spostamento a Brindisi, città letteralmente abbandonata dalla sua Giunta. Su Ilva il MoVimento 5 Stelle sta lavorando a testa bassa perché non si debba più chiedere ai tarantini di scegliere tra lavoro e salute”.
“Abbiamo istituito tavoli tematici per sbloccare i 600 milioni a disposizione della città che non sono stati spesi in questi anni e istituito presso il MiSE la Commissione speciale per la riconversione economica di Taranto. A differenza sua noi lavoriamo, non facciamo proclami solo per avere un titolo su un giornale. Oggi avrebbe dovuto parlare del suo programma per la Puglia, ma su temi come sanità, consorzi di bonifica, Arif, PSR, fondi per la pesca persi, emergenza rifiuti neanche una parola. Fallimenti evidenti anche ai consiglieri di quella che dovrebbe essere la sua maggioranza, oggi quasi del tutto assenti. Neanche loro hanno avuto il coraggio di presenziare a questa farsa. Pertanto visti i fallimenti e gli scandali giudiziari della sua maggioranza, riteniamo che sia Emiliano a dover chiedere scusa ai pugliesi”.











