Nei giorni scorsi la Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi, la più importante biblioteca nella nostra regione, che da anni offre un servizio continuo di ampia apertura con possibilità di lettura e prestito, è stata oggetto di numerose polemiche riguardo la problematica relativa alla sospensione dei servizi a causa di una grave mancanza del personale, lasciando intendere una presunta chiusura per impossibilità di risoluzioni.
Vero solo per metà, in quanto se da un lato la carenza del personale è una problematica che riguarda molte istituzioni culturali nel nostro territorio, d’altro canto la direzione della Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi non parla affatto di chiusura, ma solo di una riorganizzazione temporanea a causa di una totale mancanza del turnover (ricambio del personale). A confermare ciò anche un comunicato ufficiale secondo cui il Ministero per i Beni, le Attività Culturali e per il Turismo ha avviato le procedure per la messa in mobilità del personale necessario a garantire l’apertura e i servizi al pubblico della Biblioteca Nazionale di Bari: istituzione culturale nata nel 1863 intorno al nucleo della donazione della biblioteca personale del senatore Gerolamo Sagarriga e aperta al pubblico nel 1877.
L’archivio contiene 300 mila volumi di monografie, 55 incunaboli, 50 mila volumi antichi a stampa, 5 mila periodici, manoscritti, pergamene ed epistolari.
Il personale a breve in pensione, secondo quanto dichiarato da Gaetano Frascella, funzionario e portavoce del direttore dell’istituzione, è entrato a far parte dell’amministrazione dei beni culturali a partire dagli anni ’78- ’79 ai sensi della legge 285 del ’77 sull’occupazione giovanile, offrendo per la bellezza di quasi quarant’anni il massimo dei servizi culturali sul territorio. La direzione da tempo aveva fatto richiesta al Ministero per la richiesta di nuovo personale sia facendo riferimento al bando di concorso Mibact 2019 relativo alle 1052 unità addetti alla vigilanza, sia attraverso l’Ales (Arte Lavoro e Servizi S.p.A.) ovvero la società in house del Ministero per i Beni e le Attività Culturali impegnata da oltre dieci anni in attività relative alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e in attività di supporto agli uffici tecnico – amministrativi del Socio Unico.
Il 22 novembre è previsto un incontro con i sindacati per denunciare le difficoltà dei beni culturali nella nostra regione legate alla carenza di organico a causa dei pensionamenti.











