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A 35 anni da uno degli eventi che hanno segnato in maniera indelebile la storia moderna della Puglia e del Mediterraneo, la città di Bari torna a fare memoria dell’arrivo della nave Vlora. Questa mattina, a Palazzo di Città, il sindaco Vito Leccese ha accolto il ballerino e coreografo Kledi Kadiu, giunto nel capoluogo pugliese l’8 agosto 1991 proprio a bordo di quel bastimento carico di speranze.
All’incontro, promosso alla vigilia dell’anniversario, ha preso parte anche Nicola Montano, all’epoca responsabile della Polizia di frontiera nel porto di Bari e testimone diretto di quelle concitate giornate.
Lo sbarco della Vlora: i numeri di un esodo epocale
L’8 agosto 1991 il porto di Bari fu teatro di un evento senza precedenti: l’approdo del mercantile Vlora, partito da Durazzo e preso d’assalto da circa 20.000 cittadini albanesi in fuga dalla gravissima crisi economica e sociale seguita alla caduta del regime comunista.
Quella dell’agosto 1991 è una data simbolo della memoria collettiva italiana, spesso accostata ad altri momenti drammatici del passato: per approfondire il legame storico e il valore simbolico di questa ricorrenza, è possibile consultare questo approfondimento sulla storia della Puglia e le sue ricorrenze.
Due visioni a confronto: la risposta rigida dello Stato e l’abbraccio della città
L’incontro in Municipio è stato l’occasione per ripercorrere i momenti concitati di quell’emergenza, evidenziando il contrasto tra la gestione governativa e la reazione della comunità locale.
«La Vlora era una nave carica di umanità – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese –. In quelle giornate emersero due modi profondamente diversi di affrontare quanto stava accadendo. Da una parte lo Stato scelse un’operazione di polizia finalizzata al rimpatrio; dall’altra la città, guidata dallo straordinario sindaco Enrico Dalfino, chiedeva che quella vicenda fosse gestita come un’operazione di protezione civile e di accoglienza. Il Comune propose di allestire nel porto un campo con le tende della Protezione civile, evitando il trasferimento di migliaia di persone nello stadio della Vittoria, ma quella richiesta non fu accolta».
Nonostante le decisioni centrali, la risposta dei cittadini fu immediata e spontanea:
«Eppure Bari non rimase a guardare. Si mobilitò il mondo del volontariato, i medici rientrarono dalle ferie per prestare assistenza negli ospedali e tantissimi cittadini raggiunsero le vicinanze dello stadio portando viveri e generi di prima necessità per le persone che si trovavano all’interno. Io stesso fui testimone di quella straordinaria mobilitazione. Bari dimostrò allora un enorme trasporto umano e umanitario. A 35 anni di distanza ricordare quella pagina significa anche interrogarci sul presente, perché le immagini di uomini, donne e bambini che cercano altrove una possibilità di futuro continuano purtroppo a essere di drammatica attualità».
Il racconto di Kledi Kadiu: “Un’esperienza impossibile da dimenticare”
Tra i ventimila volti stipati sulla nave c’era anche un giovanissimo Kledi Kadiu, destinato poi a trovare in Italia il successo professionale come artista e coreografo.
«È una storia difficile da dimenticare e che, purtroppo, continua a essere molto attuale in tante parti del mondo – ha raccontato Kledi Kadiu –. Fu un’esperienza del tutto casuale, ma vissuta in maniera profondissima, dalla partenza della Vlora dal porto di Durazzo fino all’arrivo a Bari, affrontando tutte le difficoltà che conosciamo. Alla fine ce l’abbiamo fatta, anche se molti di noi furono rimpatriati quasi immediatamente. Resta un’esperienza unica della mia vita e ogni volta che mi capita di raccontarla agli amici, ai familiari o alle persone che incontro lo faccio con grande orgoglio».
Una memoria viva per la comunità barese
L’appuntamento odierno rientra nel ricco programma di iniziative promosse dal Comune di Bari per celebrare il 35° anniversario dello sbarco. Una ricorrenza che non intende essere soltanto una semplice commemorazione storica, ma il rinnovo dell’identità di una città capace di rispondere alle grandi emergenze con solidarietà, empatia e profondo senso di umanità.











