HomeCronacaIl Tribunale di Londra stabilisce che il pensiero unico è legge

Il Tribunale di Londra stabilisce che il pensiero unico è legge

“Gli uomini non possono diventare donne.” Questo tweet è costato lo scorso anno il posto di lavoro a Maya Forstater, licenziata dal centro studi di Londra presso cui lavorava. Un pensiero legittimo, condivisibile ideologicamente o meno, che segue il corso della natura biologica. Espresso su Twitter, fuori dall’esercizio delle sue funzioni.

Follia pura la condotta della società che l’ha sbattuta fuori? Lo penseremmo in tanti. Infatti la Forstater fa ricorso al Tribunale del Lavoro londinese che, le dà torto! Le sue idee non hanno valenza di “credenza filosofica”, e quindi non meritano protezione legale.

Così entra in gioco J.K. Rowling, la famosissima scrittrice da 500 milioni di copie per la saga di Harry Potter, una mente brillante che tutto può sembrare tranne che bigotta e scontata. A sua volta con un proprio tweet prende le difese della ragazza licenziata:
“Vestiti come vuoi.

Fatti chiamare come vuoi.

Vai a letto con qualunque adulto consenziente ti desideri.

Vivi la tua vita al meglio, in pace e sicurezza.

Ma si può davvero licenziare una donna per aver detto che il sesso esiste?”

Polemiche, massacro mediatico da parte della comunità LGBT anche in questo caso. E cosa c’è di scabroso in queste parole? Quale il contenuto urticante della sensibilità altrui o limitante della libertà personale degli individui con altri orientamenti sessuali e gusti?

Siamo alla delirio.

La società globale ha perso la bussola morale e si scandalizza per qualsiasi fesseria che diviene una chimera molto pericolosa per la libertà di espressione. In Italia e nel Mondo la repressione ideologica sta raggiungendo picchi parossistici.

Se il libero arbitrio ed il libero pensiero perdono tutele legali – sindacali – e morali, verso quale Epoca ci stiamo dirigendo? Chi avrà il coraggio di dire la propria, di ribellarsi, di dissentire, in questa nuova caccia alle streghe?

Prima i libri proscritti si bruciavano, e chi li scriveva pure. Adesso la censura è più raffinata. Esiste il boicottaggio delle opere, il danno reputazionale ampliato a mezzo stampa e social, la messa alla berlina, il dileggio, lo scandalo indotto dove lo scandalo non esiste.

E se un comico geniale e straordinario, l’unico ancora in pista con sacrale fantasia e politicamente scorretto deve lanciare l’allarme, allora davvero siamo in pericolo tutti. Non c’è più posto per i ribelli, parola di Checco Zalone: “Purtroppo non si può dire più nulla. Se riproponessi certe imitazioni di dieci anni fa, tipo quella di Giuliano dei Negramaro, mi arresterebbero. Oggi non potrei scherzare come facevo, che so, su Tiziano Ferro, o sugli uominisessuali. (…) L’unica cosa atroce qui è la psicosi del politicamente corretto. C’è sempre qualche comunità, o qualche gruppo di interesse, che si offende.”

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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