Due acciaierie sono troppe per il mercato attuale, ed ArcelorMittal ferma da giovedì prossimo 23 gennaio l’Acciaieria 1 e andrà avanti solo con la 2 incrementando il regime di produzione. L’Acciaieria 1 resterà ferma sino a fine marzo ed il personale andrà in parte in cassa integrazione ordinaria e in parte sarà ricollocato sulla 2.
E’ stata la stessa azienda a comunicarlo convocando quest’oggi i rappresentanti sindacali per annunciare il fermo dell’Acciaieria 1 di Taranto e una riduzione di personale da 477 a 227 unità, determinando la collocazione di 250 lavoratori in Cig.
Lo rendono noto Fim, Fiom e Uilm.
I sindacati spiegano che – secondo ArcelorMittal – i nuovi assetti produttivi sono dovuti a “uno scarso approvvigionamento di materie prime e all’attuale capacità produttiva legata alle commesse”.
Lo stop sarebbe, secondo i sindacati, dovuto alla crisi di mercato, per la quale la cassa integrazione è già in corso da luglio, e al fatto che per l’attuale livello di produzione della ghisa, dalle 11mila alle 11.500 tonnellate al giorno, è sufficiente una sola acciaieria anziché averne due a basso regime. Per questo la 2 marcerà con tutti e tre i convertitori di cui dispone.
“Riteniamo inaccettabile tale scelta da parte di ArcelorMittal – protestano i sindacati Fim, Fiom e Uilm – in quanto ad oggi non vi è un piano industriale condiviso con il Governo e le organizzazioni sindacali e pertanto chiediamo l’immediata sospensione della iniziativa unilaterale della multinazionale”.
“L’azienda – comunicano i sindacati – ha ribadito la necessità di mantenere i presidi per la quasi totalità della manutenzione e del personale necessario di esercizio per garantire, in entrambi i casi, la salvaguardia impiantistica propedeutica alla ripartenza dell’impianto. Inoltre, una parte del personale di esercizio di Acc/1 verrà impiegato in Acc/2 a saturazione organico”.











