Secondo Michele Emiliano l’ospedale realizzato in fretta e furia nella Fiera del Levante (e sui cui costi è in corso una indagine della Procura) andrà utilizzato “per le grandi emergenze, soprattutto in caso di incidente rilevante nell’area del Mediterraneo”.
Ma il regime con cui sono stati realizzati i lavori e la stessa struttura si trova in regime di deroga alla normativa vigente a causa dell’emergenza che per legge è ancora in vigore, ma che troverà la sua scadenza il prossimo 31 luglio. I collaudatori sono chiari a proposito: “Laddove l’amministrazione appaltante intendesse programmare di continuare ad utilizzare la struttura realizzata anche oltre lo stretto periodo di emergenza sanitaria, dovrà a quel punto dotarsi dei titoli autorizzativi richiesti dal Dpr 380/2001”.
Il tutto per la somma di 111mila euro al mese (tanto costa l’affitto del Padiglione della Fiera del Levante) sborsati dalla Regione Puglia.
E le opposizioni vanno all’attacco. Per Ignazio Zullo (Fratelli d’Italia) “L’idea di utilizzare l’ospedale Covid in Fiera del Levante per le grandi emergenze è un’idea che il presidente Emiliano ha avuto molto prima che il generale Figliuolo venisse a visitarlo… e già allora – che era solo una delle tante idee buttate lì – avevo avuto modo di dire che si trattava di una decisione scellerata, perché era chiaro che né Emiliano né il responsabile regionale della Protezione Civile, Lerario, avevano contezza ed esperienza di cosa fosse la medicina delle maxi emergenze”.
Ed ancora Zullo torna a chiedersi: “Ma nelle more di un’altra eventuale emergenza, che speriamo non ci sia, la Regione deve continuare a pagare un fitto alla Fiera del Levante di 111mila euro al mese? Domande che sono sempre rimaste senza risposta… ma ora che l’idea sta diventando un progetto la pretesa delle risposte diventa necessaria, prima che a pagare siano sempre e solo i pugliesi”.
“A noi sembra sempre il tentativo di giustificare un’improvvisazione colossale nata per adeguare il numero di posti letto di terapia intensiva e post-intensiva che ben avrebbero potuto allocarsi nel numero di due o tre posti letto per presidio ospedaliero già funzionante nella Regione. Una spesa colossale che avremmo dovuto impegnare per rafforzare prevenzione e assistenza territoriale e domiciliare con il sussidio della telemedicina. Non è un caso che la Puglia ha sofferto lunghi periodi di zona rossa, alta mortalità e didattica a distanza a permanenza per carenze nella prevenzione e nella presa in carico del soggetto covid positivo”.
Ancora, una pesante nota di commento arriva dai consiglieri di Forza Italia Stefano Lacatena, Giandiego Gatta e Paride Mazzotta.
“La Puglia deve avere un sussulto di orgoglio e indignarsi profondamente per quanto sta accadendo per l’ospedale della Fiera del Levante, costato 25 milioni di euro. Purtroppo, non ci fa piacere dire che fummo facili profeti: l’ospedale deve essere smantellato entro luglio, quando si concluderà il periodo di emergenza, perché non dotato delle autorizzazioni necessarie. Avvertimmo il presidente Emiliano in tempi non sospetti: la scelta della Fiera era sbagliata e andavano utilizzate le strutture degli ospedali dismessi sul territorio per far fronte all’esigenza di altri posti letto per il Covid. Non fummo ascoltati ed oggi la situazione è paradossale: anche se ci fossero le autorizzazioni, si può immaginare un ospedale nel perimetro di quello che era un fiore all’occhiello per la Puglia, la nostra fiera campionaria? Si può per caso, solo per caso, immaginare di aprire le porte agli espositori e visitatori, magari nel mentre circolano nel complesso fieristico delle ambulanze? E’ la cronaca di un disastro annunciato, fatto di errori clamorosi –come “dimenticarsi” di acquistare i reni artificiali, che servono quasi sempre per assistere i pazienti covid- e di costi progressivamente e sensibilmente lievitati. Ed ora, se il nosocomio verrà smantellato, dove andranno a finire le attrezzature e i posti letto? Forse dove avrebbero dovuto essere sin dall’inizio, ovvero in altre strutture sanitarie? Non abbiamo voluto usare toni eccessivamente duri con la Giunta regionale nei mesi scorsi, perché il Covid è stata ed è una grande guerra in cui non esistono esperti e professori, ma con pacatezza abbiamo sempre avvertito Emiliano dell’errore che stava facendo. Ed oggi, quella corsa a testa bassa contro un muro senza ascoltare nessuno, si sta traducendo in un danno colossale per la comunità pugliese. E c’è davvero da indignarsi”












