HomeEconomia & SviluppoEconomiaPensioni, ennesima stangata

Pensioni, ennesima stangata

Lunedì l’esecutivo vaglierà le motivazioni che hanno spinto la Consulta a bocciare il blocco delle rivalutazioni inflattive per le pensioni che superavano di tre volte la minima, misura presa dal Governo Monti per ovviare ai deficit di finanza pubblica così come ci chiedeva l’Europa.

Adesso però la grana è scottante e i 10 miliardi da mettere sul tavolo per ovviare agli arretrati ed agli adeguamenti, non ci sono. Tra soluzioni parziali e “nuovi tetti” con cui ridefinire i “nuovi ricchi” (verrebbe da ridere se non facesse piangere il concetto di ricchezza con un assegno sui 2mila euro lordi mensili), per cui le fotografie ISTAT non debbono avere ricadute positive.

Di concerto, si tenta di flessibilizzare i rigidi regimi di uscita che l’allora Fornero congegnò. Ed è così che con il ddl Stabilità in arrivo a Settembre potrebbero esserci novità importanti.

Una estensione delle opzioni di quiescenza con in cambio l’azzeramento del sistema retributivo (più vantaggioso, calcolo della pensione sulle ultime mensilità lavorative) a favore di un contributivo tout court (pensione calcolata esclusivamente sui contributi versati, rivalutati). Addirittura, all’esame del Governo, ci sarebbe l’ipotesi di un ricalcolo anche per le prestazioni già in essere, con ricadute pesantissime sulle economie domestiche e con una sicura valanga di ricorsi che potrebbero portare ad una ennesima, sonora, bocciatura di legittimità.

Come un cane che si morde la coda pare che non si esca da questa infinita querelle che vede interessi contrapposti scontrarsi con una TROIKA sempre pronta a vigilare sulla tenuta dei nostri conti.

E Renzi, che è un ottimo comunicatore, dovrà pur spiegare perché i diritti acquisiti, sono sempre quelli degli altri.

 

Twitter @andrewlorusso

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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