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Tutti gli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto sono stati spenti. Da questa mattina, venerdì 6 novembre, non c’è più nulla di acceso ed anche l’ultimo Altoforno, in ottemperanza della sentenza della Corte d’Appello di Milano, è stato spento. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, Maurizio Saitta, direttore generale di Acciaierie d’Italia, nel corso del tavolo al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione. Il dg avrebbe aggiunto che l’azienda ha eseguito la sentenza senza ulteriori ritardi.
L’azienda, nei giorni scorsi, ha richiesto – alla luce della situazione – un aumento della Cigs fino a 8.622 lavoratori (il doppio rispetto agli attuali 4.450) fino al 28 febbraio 2027, salvo proroghe. In particolare, si prevedono fino a 6.964 lavoratori in cassa a Taranto (su un totale di 7.875), 870 a Genova (su un totale di 917) e 515 a Novi (su un totale di 542).
Sindacati: tavolo sulla cigs ex Ilva riaggiornato al 10 novembre
L’incontro al ministero del Lavoro riguardo l’esame congiunto della richiesta di cassa integrazione straordinaria comunicata dall’azienda lo scorso 17 ottobre, è stato riaggiornato a martedì 10 novembre. Lo fanno sapere i sindacati dei metalmeccanici al termine dell’incontro, sottolineando che permangono delle questioni e dei dubbi da affrontare. “Abbiamo bisogno – hanno spiegato Fim, Fiom e Uilm, che tutti i dubbi che abbiamo posto su questo sistema siano tolti dal tavolo”.
La posizione di Ugl Metalmeccanici
«L’UGL Metalmeccanici manterrà altissima la guardia affinché nessun lavoratore sia lasciato senza copertura economica e affinché la CIGS non si traduca nell’ennesimo costo scaricato sulle spalle delle maestranze».
Lo dichiara Daniele Francescangeli, vicesegretario nazionale UGL Metalmeccanici con delega alla siderurgia, al termine dell’esame congiunto sulla procedura di integrazione salariale (CIGS) richiesta da Acciaierie d’Italia S.p.a. in A.S. per un bacino massimo di 8.622 lavoratori.
«Nel corso del confronto sulla drammatica e complessa situazione aziendale, abbiamo preso atto della volontà aziendale di richiedere il pagamento diretto del trattamento di integrazione salariale da parte dell’INPS. A tal proposito, l’UGL Metalmeccanici ha espresso forte allarme per il rischio di ritardi nell’erogazione degli assegni, rivendicando con fermezza assolute garanzie sulla tutela del reddito delle famiglie e sulla puntualità dei versamenti».
Inoltre, «a fronte delle pressioni e delle istanze sollevate e tenuto conto della complessità procedurale della liquidazione, il ministero del Lavoro ha disposto l’istituzione di una Cabina di Regia INPS, in apertura della prossima seduta verrà formalmente insediata una cabina di regia dedicata al monitoraggio costante dei pagamenti, con la presenza e il coinvolgimento diretto dei vertici dell’Istituto previdenziale. Infine, il tavolo negoziale è stato aggiornato a martedì 10 novembre 2026 alle ore 10:00 per la costituzione dell’organo di controllo e per la prosecuzione dell’esame congiunto sia sulla vertenza aziendale che sulla concessione della CIGS», conclude Francescangeli.
La Usb: “Una cigs anomala”
Questo il commento di Francesco Rizzo, Esecutivo Nazionale Usb, al termine dell’incontro: “Siamo in presenza di una cigs anomala, perché ragioniamo in mancanza di reali prospettive. Questo rende tutto più complicato. Nel contempo, vi è una generalizzata e clamorosa sottovalutazione dell’impatto sociale che le decisioni che si stanno prendendo possono avere non solo sul territorio di Taranto, ma anche in altri contesti. L’auspicio era di avviare un confronto preventivo per evitare di arrivare così vicino al rischio che la bomba sociale possa scoppiare. Per questo, abbiamo chiesto di procedere al pagamento diretto almeno fino a fine dicembre. O apriamo ragionamenti veri su questo e su altro o, con questi palliativi, non andiamo da nessuna parte, soprattutto perché non ci sono risorse sul tavolo. Va trovata quindi, la soluzione per assicurare ai lavoratori l’anticipazione della cassa integrazione. Per quel che concerne l’appalto, bisogna procedere alle modifiche del decreto, come già detto. Abbiamo sollevato dubbi in merito alle aziende che hanno di recente vissuto il cambio di appalto e sulla esigenza di garantire che i dipendenti di tutte le aziende possano accedere agli ammortizzatori sociali. Per gli strumenti straordinari che non sono nel decreto, bisogna velocizzare la discussione e fare chiarezza sulle risorse. Quanto alla gara, per noi è da annullare. Non è la soluzione. La soluzione è un piano che non lascia dubbi sul da farsi e sulle risorse in campo, che tiene dentro lo Stato con un ruolo da protagonista nella messa in sicurezza dei posti di lavoro. Invitiamo, ancora una volta, tutti al senso di responsabilità nei ragionamenti che facciamo”.












