Arriva uno stop dalla V Commissione all’ennesima proroga del Piano Casa, con la Regione Puglia che per bocca del suo assessore al ramo Maraschio sottolinea come sia diventato indispensabile ed urgente uscire da un regime di proroga che va avanti ormai da 13 anni per arrivare a conclusione di un complicato iter che possa dare certezza e chiarezza all’intero settore edilizio.
Ieri pomeriggio, infatti, è saltata la seduta della V Commissione aggiornata a giovedì 30 settembre, convocando in audizione ANCE, ANCI e gli ordini professionali degli architetti ed ingegneri.
I punti all’ordine dei lavori hanno riguardato la proposta di legge di modifica della norma vigente in materia di tutela ed uso del territorio, presentata dal consigliere Antonio Tutolo e la proposta di proroga del Piano casa a firma dei consiglieri Fabiano Amati e Filippo Caracciolo.
Con le modifiche proposte da Tutolo si intendono contemperare le esigenze produttive delle aziende agricole con il rispetto e la tutela del paesaggio, incentivare ed agevolare gli investimenti con procedure autorizzative più snelle e meno dispendiose, garantire la precedenza ad interventi di riuso e trasformazione dei fabbricati esistenti, aumentare l’indice di fabbricabilità fondiaria e sottrarre gli investitori alle dinamiche speculative del mercato artefatto che riguarda gli asservimenti.
Nel corso della seduta, il consigliere Fabiano Amati ha presentato un articolo aggiuntivo sotto forma di emendamento abrogativo, sottoscritto anche dal capogruppo del Pd Filippo Caracciolo, con cui si va a cancellare la modifica approvata nella seduta del 27 luglio scorso su proposta del capogruppo di Forza Italia Stefano Lacatena, che ha previsto che in caso di cambio di destinazione d’uso per realizzare appartamenti con gli incrementi volumetrici previsti dal Piano casa (fino al 35 per cento), il costruttore dovrà reperire nello stesso lotto di intervento i cosiddetti standard, spazi in cui realizzare servizi. Per il consigliere Amati è opportuno intervenire il più presto possibile, perché la norma rischia di bloccare interventi già in corso e di favorire i grossi interventi a discapito dei piccoli.
Rinviato anche l’esame della proposta Amati e Caracciolo, di modifica alla legge regionale a sostegno dell’attività edilizia (cosiddetta Piano casa), con la finalità di prorogare al 31 dicembre 2022 il termine previsto dall’articolo 7 comma 1 della legge regionale n. 14 del 30 luglio 2009, al fine di conseguire gli incrementi volumetrici consentiti dalla stessa legge. Insieme a questa, è stata proposta anche la proroga al 1° agosto 2021, previsto come termine temporale di esistenza dell’immobile su cui far valere i benefici del Piano casa.
Sul punto è intervenuta l’assessore all’urbanistica Anna Grazia Maraschio per dire che vi è necessità di un confronto per uscire dalla logica degli interventi estemporanei ed immaginare invece di rendere strutturali ed organici i principi e le norme più significative del Piano casa.











