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Dopo l’annuncio delle dimissioni di Draghi da Presidente del Consiglio non sono mancati i commenti delle varie forze politiche e dei rappresentati istituzionali. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha giudicato quanto accaduto in Parlamento ieri un “pasticcio”.
Dimissioni Draghi, Emiliano: “Un pasticcio enorme”
“Ieri purtroppo – ha commentato Emiliano – l’hanno fatta gigantesca tutti quanti, hanno fatto un pasticcio enorme e hanno messo nelle condizioni il Governo e il presidente Draghi di doversi dimettere, in un momento in cui c’erano troppe partite aperte per poter interrompere l’attività di Governo“.
“Da destra a sinistra – ha continuato – tutti hanno fatto un atto da campagna elettorale, non legato alle necessità del Paese, ma alla necessità di avere qualche deputato in più nel prossimo Parlamento, quindi li giudicherete sulla base delle loro finalità. Se l’Italia nella formula dell’unità nazionale, fosse stata servita con maggiore generosità dalle forze politiche, anche facendo tra loro accordi forse difficili, complicati, innaturali, ma fatti nell’interesse dell’Italia, avrebbero fatto meglio. Hanno ancora tempo, speriamo che nella prossima legislatura non si giochi semplicemente come alle Olimpiadi a chi prende più medaglie ma a chi è in grado alla fine di portare l’Italia fuori dal guaio molto grosso nel quale si trova, essendo il Paese in maggiore difficoltà di tutta l’Unione europea“.
“Oggi il nostro compito – ha detto il governatore pugliese – è continuare la vita quotidiana, perché ogni italiano la mattina si sveglia, organizza la famiglia, il lavoro, cerca di capire in che maniera ridurre le situazioni di maggiore difficoltà, se qualcuno è malato, se ci sono costi superiori a quelli previsti per far studiare un figlio, moltissimi si svegliano per andare a cercare un lavoro e io di queste persone mi occupo da vent’anni, con tante difficoltà, perché la politica è una grande palude nella quale servono dei Rambo che si acquattano per non farsi vedere dai coccodrilli“.
Decaro: “Speriamo ci sia un governo stabile”
Auspica invece un governo stabile con cui possano interloquire i sindaci Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente nazionale ANCI.
“Rispettiamo – ha affermato il sindaco di Bari – le scelte che hanno fatto le forze politiche e i gruppi parlamentari, ci rimettiamo alle decisioni del presidente Mattarella. Se si dovesse andare a votare a breve, come sembra, speriamo che ci sia un governo stabile, indipendentemente dal colore politico, che possa interloquire con i sindaci che devono dare attuazione a quelle risorse, anche attraverso ulteriori semplificazioni delle fasi autorizzative, altrimenti non riusciremo a rispettare l’impegno di spendere le risorse entro il 2026“.
“Rischiamo tra un mese di dover staccare l’energia elettrica della pubblica illuminazione o tra qualche mese di non poter attivare i riscaldamenti nelle scuole, per gli aumenti che stanno progressivamente incrementando la spesa di bilanci comunali che quella spesa non se la possono permettere“.
“C’è una legge finanziaria – ha concluso Decaro – di cui abbiamo bisogno per ridurre i costi dell’energia, le famiglie, le aziende e i Comuni, perché anche noi attendiamo risposte da questa legge di bilancio, a partire dai ristori per l’incremento dei costi energetici“.
Gemmato (FdI): “Siamo pronti a governare e ridare lustro all’Italia e alla Puglia”
Dall’altra parte, nel centrodestra chi da tempo chiede di poter andare al voto è certamente Fratelli d’Italia che anche con il suo coordinatore pugliese, Marcello Gemmato fa sapere di essere pronti a governare. “Si è conclusa l’esperienza del sesto governo dal 2013 -ha dichiarato il deputato barese-. Si sono susseguiti ben sei governi in nove anni, vale a dire un governo ogni diciotto mesi, una durata di poco meno di un anno e mezzo. Ed oggi qualcuno ci fa lezioni di “stabilità del Paese”. Chi da ieri pomeriggio costruisce spauracchi e mostri sulla possibilità che, al prossimo giro, al governo ci saranno Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, e insiste nel sostenere che gli italiani vogliano invece al governo la sinistra, non fa i conti con la realtà: questa esperienza di governo è stata fallimentare sin dall’inizio. E Giorgia Meloni già allora -quando i sondaggi non erano di certo favorevoli per FdI- chiedeva il ritorno alle urne per poter consegnare agli italiani un governo lineare e non un’accozzaglia di anime politiche che nulla avevano in comune una con l’altra. Quel momento è arrivato, con Fratelli d’Italia siamo pronti ad una campagna elettorale di contenuti, con un programma di governo che dovrà avere la responsabilità anche di rimediare ai danni creati dalla sinistra in questi anni, che riporti l’Italia al lustro che merita e restituisca dignità agli italiani, con giuste politiche del lavoro, sociali, economiche, sanitarie, ambientali. Nessuno dovrà restare indietro, nessuno dovrà sentirsi escluso nel processo di crescita che Fratelli d’Italia ha già in mente. Elmetto in testa, quindi, anche in Puglia, dove la sinistra ha sperimentato negli ultimi anni il sodalizio con i grillini, e nulla di buono ha prodotto per i pugliesi, diventando invece un poltronificio, un contenitore di demeriti a beneficio solo di pochi o della cerchia del presidente Michele Emiliano.
Amati: “L’esperimento 5S è stato una rovina”
Nel centrosinistra invece non manca chi, come il consigliere regionale Pd Fabiano Amati, osserva come l’esperienza del Movimento 5 Stelle sia, a suo avviso un fallimento: “Era fondato sul ‘vaffa’, appunto, l’esperimento Cinquestelle, a cui hanno guardato con speranza milioni di persone oggi pentite. Ma non era un ‘vaffa’ al malgoverno o alla casta, purtroppo, come molti di noi avevano avvertito inascoltati.
Era un ‘vaffa’ all’Italia per sostituire la vecchia casta con una nuova casta, la loro. Era un programma di distruzione del Paese, organizzato da decine d’incompetenti, oggi alle prese con un disimpegno confusionario – e insultandosi – dalla responsabilità, peraltro in un momento gravissimo e senza nemmeno il coraggio di votare contro. Non hanno nemmeno avuto il coraggio, infatti, di pugnalare Draghi, preferendo la politica del piede in due scarpe e se avessero potuto, per non perdersi nulla, anche alle mani si sarebbero messi qualche paia di scarpe. Una bulimia di potere, senza alcun rispetto per i problemi del Paese e delle persone”.











