Lecce–Lazio che riapre il campionato dopo la sosta mondiale è la partita che non ti aspetti. Per il risultato finale, certo. Ma anche per molto altro. Se nel primo tempo c’è solo la Lazio, com’è normale che sia, nel secondo è il Lecce a dominare. L’episodio chiave è, probabilmente, la sostituzione tra Di Francesco e Banda. Il numero 11 giallorosso cambia la partita e lo si vede da subito. L’altro uomo partita è Umititi, beccato dai tifosi della Lazio con degli incresciosi buu razzisti. Il pubblico salentino, ma anche lo stesso difensore, reagisce con orgoglio e trascina la squadra verso la conquista dei tre punti che, visti anche gli altri risultati, sono preziosi.
La gara
La partita inizia a buon ritmo, ma è la Lazio a prendere per prima il pallino del gioco. Prova a sfondare centralmente a un solo tocco, superando in velocità la difesa leccese.
Al sesto Casale impegna Falcone prendendo bene il tempo in aria e schiacciando di testa verso la porta del 30 leccese che è bravo a difendersi in angolo.
Gli ospiti riesco, dopo qualche minuto, a trovare lo spazio giusto, con Immobile che, ben lanciato, sbuca alle spalle della difesa leccese e batte l’incolpevole portiere.
La prima conclusione del Lecce arriva con Gonzalez ma è lontana dallo specchio della porta.
Al 26′ Baschirotto si sostituisce a Falcone bloccando una conclusione verso la porta di Lazzari.
La seconda frazione di gioco inizia con la prima conclusione verso lo specchio della porta laziale, effettuata dal nuovo entrato Di Francesco. Al di là di questa prima occasione, è comunque un altro Lecce quello della ripresa. E’ aggressivo, volenteroso, caparbio.
Il frutto di tanto lavoro arriva al 57′ quando Strefezza butta dentro un pallone respinto da Provedel su una conclusione di Di Francesco che, in quel momento lo si capisce, è l’uomo in grado di dare una sterzata al match giallorosso.
Match che subisce, intorno al 65′, uno spiacevole episodio di intolleranza razziale nei confronti del difensore del Lecce Umtiti da parte dei tifosi della Lazio. L’episodio, deprecabile, oltre all’intervento dell’arbitro che va a colloquio con i capitani, ha l’effetto di galvanizzare lo stesso Umtiti oltre che gli spettatori del Via del Mare che iniziano a scandire il suo nome. In un’incursione, qualche minuto dopo, la palla arriva a Di Francesco che serve sul lato sinistro l’accorrente Colombo che manda il pallone in rete. Siamo al 71′ e il Lecce è in vantaggio.
Ora viene il difficile. Il Lecce deve resistere agli attacchi laziali, ora feriti. E ci riesce alla grande, anche grazie all’ingresso, negli ultimi minuti, del marocchino Maleh. L’intero bottino va nelle casse leccesi e ora la trasferta contro lo Spezia ha tutto un altro sapore per gli uomini di Baroni che, dopo la sosta, ritrovano la sensazione del morale alto, così come l’avevano lasciato a novembre.
Conferenza stampa
Nella conferenza stampa finale, Di Francesco mostra tanta maturità, preferendo parlare del gruppo e dei consigli del mister, piuttosto che della prestazione individuale. La squadra ha seguito alla lettera i consigli del mister e il risultato è arrivato. Sull’importanza dei singoli, però, non può sorvolare parlando del valore aggiunto che arriva da uno come Umtiti, pedina fondamentale per questo Lecce. L’attaccante leccese sottolinea, poi, l’importanza di giocare in una piazza calda come quella leccese con la spinta del pubblico praticamente costante.
Ai microfoni della sala Sergio Vantaggiato si presenta anche Baroni che per prima cosa gira i complimenti dei giornalisti alla squadra. La Lazio, dice, ha giocato un primo tempo in maniera aggressiva. Il Lecce ha fatto fatica a giocare il suo calcio, anche per via delle caratteristiche di gioco. Poi, però, è stato bravo a riprendersi e a prendere in mano una partita complicata contro una squadra capace di fare gol a tutti. Sull’evoluzione di Di Francesco, che comunque in settimana ha avuto qualche problema fisico, ammette che si tratta di un giocatore che, una volta liberato dalle pressioni, ha spiccato il volo ed è diventato un giocatore importante e fondamentale per questa squadra. Sulla situazione di classifica, il mister sorvola, chiedendo di guardare altrove, all’atteggiamento e a ciò che la squadra deve fare. Sul gol di Immobile sottolinea l’importanza dell’attaccante della nazionale e la sua bravura nello smarcarsi e calciare in maniera così imprendibile. Sulla questione cori razzisti, il mister dichiara la vergogna di alcuni gesti e l’orgoglio per la squadra giallorossa di avere tra i tesserati giocatori come Banda, Umtiti e Ceesay.
Il mister dei laziali Sarri ammette di aver fatto un approccio alla partita importante, ma di essersi abbassati un po’ troppo in seguito. Nel secondo tempo, la perdita di cinque o sei palloni importanti ha condizionato lo svolgimento. L’aspetto positivo, però, è la sensazione di aver ridotto numericamente questi momenti di passività mentale. Sui cori, Sarri fa un piccolo passaggio ammettendo di non aver ascoltato, dalla panchina, cosa stesse succedendo, e dichiara di aver avuto la percezione che anche dalla panchina leccese ci fosse quella percezione, tanto da domandarsi il motivo per il quale si era fermi (l’arbitro aveva chiamato a sé i giocatori a centrocampo).











