HomeCulturaMario Rosini al Teatro Forma, una rimpatriata di gran livello!

Mario Rosini al Teatro Forma, una rimpatriata di gran livello!

  Mario Rosini, una delle eccellenze della madre Puglia, è uno di quegli artisti che si possono definire puri in quanto a coerenza e serietà. Lontano dai compromessi, soprattutto da quelli legati al mondo del business, segue un percorso personale di alto livello sempre fedele a sé stesso: crede infinitamente nel valore della musica perchè “dove le parole non arrivano, la musica parla”. Nato a Santeramo nel 1963, cresciuto a Gioia del Colle, come tanti si è accostato alla musica da piccolo: coglie il primo successo al Cantapuglia, e siccome fa sul serio, studia per 7 anni al Conservatorio di Bari. Poi emigra a Milano. Le sue qualità vocali e  le sue preferenze musicali, lo accostano a Stevie Wonder del quale elabora tutto il repertorio personalizzandolo. Arrivano anche per lui le collaborazioni di rilievo, con Rossana Casale, Anna Oxa,  Mia Martini, Tosca, Pino Daniele per restare in Italia, con Michael Bublè, Al Jarreau, Dionne Warwirck, Bob McFerrin. in campo internazionale. Il momento di maggior successo arriva nel 2004, quando al Festival di Sanremo si classifica secondo. Potrebbe decollare, ma stranamente si eclissa e piano piano torna a un lavoro di routine che lo tiene lontano dalle luci della ribalta.

Attualmente, pur essendo un eccellente pianista oltre che cantante, preferisce insegnare canto jazz, presso il Conservatorio di Matera, dove ha fondato e dirige il “Duni Jazz Choir”. Uno dei suoi manager è stato proprio Michelangelo Busco, ora direttore artistico del Teatro Forma di Bari: ed è così che è nata l’idea di organizzare una rimpatriata in grande stile, alla quale sono stati invitati molti amici musicisti incontrati nella carriera. Sul palco sono sfilati una ventina di artisti e in tre ore ininterrotte di spettacolo il pubblico si è lasciato andare a una overdose di musica e simpatia, in un’atmosfera familiare e amichevole.

Mario Rosini è stato il perfetto padrone di casa, sfoggiando grandi qualità di presentatore delle quali forse nemmeno lui aveva contezza: lo spettacolo ha assunto le connotazioni di quelli già visti in TV con Massimo Ranieri o Gianni Morandi, per intenderci.

Dopo avere presentato due suoi fidi collaboratori, Mimmo Campanale alla batteria e Paolo Romano al basso, Rosini ha dato subito un saggio delle sue qualità con “Ritornerai”: eleganza e raffinatezza in un classico di Bruno Lauzi trasformato in jazz samba. Quindi sono arrivati gli ospiti/amici: il sassofonista Gianfranco Menzella, il percussionista Lino Musso, e il fisarmonicista Pino Di Modugno accompagnato dal quale Mario ha cantato “Vedrai vedrai” di Tenco in una versione impreziosita dal suono della fisarmonica. A seguire uno dei momenti più attesi: l’esibizione di Guido Di Leone, forse il migliore chitarrista della scena jazz barese, che prima ha suonato “Alone Together”, e poi “Samba  de uma nota sò” di Jobim con la moglie Francesca Leone. Jazz in famiglia per una serata fra amici. E a proposito di famiglia sul palco è poi salito il fratello di Mario, Gianni, cantante anche lui: la sua “Libera”, un funky jazz stringato, bruciante nei tempi, ha scaldato ulteriormente gli entusiasmi. Andrea Sabatino alla tromba ha suonato la “Everything happens to me” di Chet Baker, lo stesso autore di “My Funny Valentine” che Mario ha cantato con Paola Arnesano, altra vecchia conoscenza del pubblico barese. Canzoni e brani strumentali sono stati tutti incorniciati in chiacchiere col pubblico; storie e aneddoti simpatici, che Mario ha raccontato, come di quella volta che Pino Daniele lo chiamò sul telefono di casa e la madre rispose nervosamente non riconoscendolo.

Lo spettacolo è andato avanti con Renato Ciardo, affabulatore di casa nostra dalle straordinarie capacità di improvvisazione. E poi il violinista Francesco Lamanna ha reso omaggio a Ennio Morricone; e ancora i cantanti Elio Arcieri e Fabio Lepore. Quest’ultimo con Rosini  ha riproposto il meglio di Stevie Wonder e un magnifico arrangiamento di “Ma l’amore no” in chiave jazz. Altro grande intervento, in più riprese, è stato quello di Pino Mazzarano, chitarrista fra i migliori della top jazz barese, che con “Wet Floor”, tratta dal suo splendido album “Mas trio”,  ha disegnato le dimensioni di un jazz/rock d’atmosfera.

   A completare la rassegna da citare gli interventi della giovane Michelle Perez e di Miguel Enriquez.

Passata la mezzanotte Mario ha salutato tutti con “Sei la vita mia”, la sua canzone di Sanremo. Grazie Mario.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img