In Italia, la povertà economica delle famiglie ha un forte impatto anche sui percorsi educativi di bambini e adolescenti. Nel nostro Paese, infatti, la spesa delle famiglie per l’istruzione è in media molto bassa ed in diminuzione negli ultimi anni, in particolare nei quintili più poveri della popolazione e nelle regioni del Sud. E’ quanto emerge da un’inchiesta condotta da Save the Children Italia Onlus attraverso l’elaborazione su dati ISTAT. Vediamo nel dettaglio i numeri e le statistiche rilevanti.
Mezzogiorno – Una famiglia con minore capacità di spesa (cioè appartenente al quintile con reddito più basso) e residente nelle regioni del Sud spende in media circa 5 euro al mese per costi legati all’ istruzione dei figli, a fronte dei 33 spesi da una famiglia che vive nella stessa area, ma appartiene al quintile più ricco della popolazione.
Settentrione – La forbice nei consumi educativi tra le famiglie di diverse condizioni economiche si allarga nelle regioni del Nord, dove a fronte di una quota di spesa destinata all’istruzione pari allo 0,6% del totale tra le famiglie in condizioni economiche più deprivate, tale valore raggiunge il 2,2% per quelle più abbienti.
In generale, l’Organizzazione sottolinea come il tema della crescita delle diseguaglianze educative sia legato anche all’aumento dell’inflazione degli ultimi due anni che ha generato un aumento dei prezzi al consumo soprattutto per i beni alimentari e i prodotti energetici. Ad esempio, dai dati risulta evidente come nel Mezzogiorno le famiglie con minore capacità di spesa hanno ridotto la quota destinata all’istruzione, già bassa nel 2020, diminuita ulteriormente nel 2021, passando dallo 0,5% del totale allo 0,37%. Anche le famiglie meno abbienti nel Nord del Paese hanno ridotto la quota della spesa per l’istruzione, che è passata dall’1,06% del totale allo 0,57%.
L’indagine di Save the Children
Come sottolinea Save the Children, la necessità di sostenere i percorsi educativi dei bambini, delle bambine e degli adolescenti per scongiurare il rischio che la povertà materiale delle famiglie porti all’abbandono precoce degli studi, si fa ancora più forte se si considera l’impatto dell’inflazione e del carovita sui nuclei familiari.
Per contrastare questo fenomeno e assicurare alla giovanissima popolazione scolastica il fiorire del proprio talento e della propria vocazione e maggiore aspirazione, l’Organizzazione ha promosso, grazie al sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, il progetto “DOTi – Diritti ed Opportunità per Tutte e tutti”, attraverso il quale duemila minori, dal 2020 al 2023 riceveranno una “dote educativa”. Le doti già erogate, da ottobre 2020 a dicembre 2022, sono 1430.

Le doti educative, ideate e sviluppate all’interno del programma Illuminiamo il futuro di Save the Children, consistono in un intervento personalizzato di sostegno rivolto a bambine, bambini e adolescenti che vivono in situazioni di grave svantaggio socio-economico. In concreto, la dote educativa fornisce beni o servizi ai minori che si trovano in condizioni certificate di fragilità e vulnerabilità socio-economica, attestate dai servizi sociali e dalla scuola.
Delle oltre 1400 doti, già erogate, emerge che il 38,6% delle doti è stato finalizzato per assicurare a bambine/i e adolescenti il diritto allo studio. In particolare, le doti sono state necessarie per l’acquisto dei libri scolastici (con una media di 315 euro di spesa), per l’accesso alla mensa (con una media di 111 euro). Il 6,5% delle doti ha consentito a ragazzi e ragazze a rischio di dispersione scolastica, di accedere a corsi di formazione professionale che altrimenti non avrebbero potuto frequentare, a causa dei costi per le rette o per le divise professionali che hanno costi variabili dai 400 agli 800 euro (alcuni anche oltre 1.500 euro). Geograficamente, il 68% delle doti complessive (380 su 553), è stato erogato al Sud.
Ne è un esempio la storia di Federico che proviene da un contesto deprivato dove è lui il punto di riferimento di sua madre e sua sorella, Federico aveva bisogno di tornare alla sua dimensione di adolescente, schiacciata da tante, troppe responsabilità. Federico è stato beneficiario di una dote che include il materiale didattico necessario per seguire le lezioni scolastiche e i laboratori di cucina, nell’istituto alberghiero che frequenta. “Mi sono sentito per la prima volta parte della classe e non un macellaio a causa di un vecchio camice che la mamma aveva riadattato come meglio poteva”, ha raccontato il ragazzo allo staff dell’Organizzazione.











