Le domeniche pugliesi regalano ancora una volta giornate di sole e temperature primaverili. Il miglior modo di trascorrerle è sicuramente quello di visitare le tante realtà pugliesi e biologiche che si trovano nel nostro territorio. Un’occasione per grandi e piccini di riscoprire il contatto diretto con la natura.
L’itinerario di questa domenica prevede uno spostamento verso la murgia pugliese, nell’agro di Putignano. Un evento organizzato in collaborazione con l’associazione Biol Italia che accompagna ormai da numerosi anni le realtà biologiche socie, sostenendole con attività di ricerca, formazione, assistenza tecnica e promozione. Non è un caso se il premio Biol, che premia il miglior olio biologico al mondo, rappresenti oggi uno dei premi più attesi a livello internazionale nel settore.
Quasi giunti a destinazione, tra le campagne pugliesi si viene piacevolmente accolti da ulivi, querce, allevamenti liberi al pascolo, balle di fieno e bianchissimi muretti a secco. Il cielo azzurro e libero da nuvole garantiscono una giornata serena e rilassante. Destinazione del farm trip è l’azienda agricola biologica Querceta, azienda impegnata da anni nella promozione di un prodotto biologico, sano e sostenibile.
Gestita dai fratelli Piero, Gianluca e Sonia Gigante. Una generazione di allevatori, pronti e disponibili a garantire un prodotto finale di alto livello e a km 0. Nella trasformazione finale del latte e delle carni sono banditi coloranti, conservanti, esaltatori di sapidità e altri additivi sospetti. L’azienda coltiva terreni, colture foraggiere che sono il nutrimento essenziale per gli animali allevati, e poi trasforma latte e carni allevate in azienda in gustosissimi prodotti quali mozzarelle, burrate, formaggi, caciocavalli, capocolli e tanti altri salumi.
La produzione del biologico “non è una moda, ma un impegno concreto“. L’azienda infatti è passata al biologico nel ’97, poi nel 2002 è iniziata la trasformazione dei prodotti direttamente in loco prima con il caseificio e poi nel 2008 con macelleria e salumificio. Numeri importanti da gestire: ad oggi si contano circa 800 capi di bovini tra quelli da latte e quelli da carne, 500 maiali e 200 tra pecore e capre e non ultime le galline 150 più o meno. Grazie ai numerosi ettari a disposizione il paniere di prodotti offerti è vario e diversificato, e riesce a comprendere, oltre ai salumi e formaggi già citati, anche verdure di stagione, passata di pomodoro, e miele, tutto di produzione propria. La scelta del bio non per moda ma per impegno si concretizza con importanti collaborazioni sia in Italia che all’estero con grandi player del mercato, si pensi a Naturasì per citarne solo uno. Ma grazie al grande lavoro nelle fiere del settore il prodotto targato Querceta si è garantito clienti di nicchia che comprano biologico pugliese anche da oltre oceano, motivo questo di grande orgoglio e soddisfazione.
La sensibilizzazione verso il bio si fa sempre più intensa, non soltanto all’estero. Il farm trip permette poi di riscoprire profumi e sensazioni perse tra i fumi delle città. Non capita spesso di poter camminare a pochi passi da razze bovine come la frisona o la bruna alpina o razze suine come il suino nero pugliese o la cinta senese. Per non parlare dei vitelli di pochi giorni. Il contatto con la natura insomma è garantito. Non è un caso dunque che l’azienda faccia parte anche delle masserie didattiche pugliesi che consentono alle scolaresche, pugliesi e non, di osservare da vicino e con i propri occhi la realtà produttiva contadina.
A differenza di altre realtà, la filiera qui è davvero corta: il latte prodotto nelle stalle dalle mucche viene trasformato all’interno del caseificio, che dista pochi passi, in poco tempo. Pertanto, la materia prima non lascia l’azienda e viene rielaborata divenendo prodotto fresco o stagionato già l’indomani mattina garantendo proprietà e livelli qualitativi importanti. Il farm trip consente anche di approfondire la conoscenza del prodotto a livello sensoriale. Una giornata questa di promozione del bio made in puglia, un racconto di vita contadina, di pascoli erbosi, e di sacrifici che a volte il consumatore finale non vede.
Previsioni future? L’azienda verrà ampliata, con la costruzione di un nuovo punto vendita con annessa cucina e una sala degustazione che potrà accogliere fino a 40/50 coperti. E, inoltre due stanze per accogliere avventori che vorranno “vivere” appieno l’esperienza contadina.















