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Questa mattina una seduta di audizioni in Commissione bilancio e programmazione alla Regione Puglia quando, nell’ambito del periodico aggiornamento sullo stato dei lavori per la realizzazione delle nuove strutture sanitarie, è toccato fare il punto sui nuovi ospedali di Taranto, Monopoli-Fasano, Maglie-Melpignano, Centro regionale per le malattie neuromuscolari e Centro Risvegli di Ceglie Messapica.
Questo il punto della situazione.
Ospedale San Cataldo di Taranto
Per l’Ospedale San Cataldo di Taranto, secondo quanto riferito dal Rup Paolo Moschettini e dal responsabile dell’area gestione del patrimonio dell’Asl TA Lorenzo Russo, l’andamento del cantiere prosegue con l’emissione di 40 stati di avanzamento pari a circa l’89% dell’opera, con una presenza di maestranze di 280 unità a cui si aggiungono 35 tecnici e assistenti.
Resta fissato al 30 giugno 2024 il termine per la fine dei lavori, contestualmente con le aggiudicazioni delle gare per l’istallazione degli arredi e attrezzature, per la quale si arriverà a luglio 2025.
Rimane in piedi una riserva per il riconoscimento della compensazione dei prezzi per gli oneri della sicurezza non ancora quantificata.
Su otto procedure di gara bandite, 5 sono state aggiudicate e tre di queste contrattualizzate ed effettuati gli ordini di fornitura, per le atre due gare si è nella fase dell’espletamento di verifica del possesso dei requisiti. Per un’altra gara si sta pensando di utilizzare i carrelli Consip ed evitare la procedura di gara. Nel frattempo sono state avviate molte altre procedure di gara fondamentali per l’allestimento dei vari reparti.
Aggiornamento previsto fra un mese.
Ospedale Monopoli-Fasano
Sullo stato dei lavori del nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, è intervenuti in audizione il direttore dei lavori Francesco Ruggiero, insieme ai dirigenti dell’Area tecnica dell’Asl BA Rocco Ianora e Concetta Sciannimanico.
Il 18 dicembre l’impresa ha comunicato la fine dei lavori e sono iniziate le verifiche relative all’ultimazione delle lavorazioni, ma rimane il nodo contrattuale che l’Asl sta cercando di risolvere, a seguito della mancata effettuazione di 4 milioni di lavori per opere minori. L’impresa ha presentato altri 5 quesiti al collegio consultivo tecnico, il quale si è espresso solo su quello più corposo, tralasciando gli atri e sulla quale la Asl sta facendo opposizione.
Per ciò che attiene gli arredi e attrezzature oltre all’appalto principale erano stati previsti altri tre macro lotti e un altro lotto per le strade esterne e viabilità. Tutti annessi al completamento dell’opera principale, per i quali si è ancora in attesa di ricevere il promesso finanziamento. Sono state individuate una serie di omogeneità e concluso l’iter dei 27 sub lotti. Per le apparecchiature elettromedicali si è in procinto di aggiudicare e si prevede di completare la fornitura entro l’estate 2024. Per il lotto 2 composto da tre sub lotti relativo alle sale operatorie il bando è stato pubblicato 21 dicembre scorso e si è nella fase delle verifiche. È stato pubblicato anche il bando delle strade, ma gli operatori che hanno effettuato il sopralluogo hanno chiesto una proroga ed entro la fine di gennaio sarà pubblicata la commissione aggiudicatrice.
A parer del presidente Amati, resta dunque inevasa la domanda alla stazione appaltante di valutare l’opportunità di impugnare la decisione del CCT.
Ospedale Maglie-Melpignano
Lo scopo dell’audizione è stato quello di avere notizie sullo stato di progettazione del nuovo ospedale Maglie-Melpignano, ma soprattutto quello di fare chiarezza sulle procedure da seguire per la riattivazione del procedimento relativo al rifinanziamento statale per la realizzazione di nuove strutture ospedaliere, derivante dall’accordo di programma sottoscritto il 18 novembre 2020 ma ormai scaduto trascorsi i trenta mesi del termine per l’ammissione al finanziamento.
Relativamente allo stato della progettazione, è intervenuto il direttore generale dell’Asl Lecce Stefano Rossi per ribadire che il progetto è stato ultimato e depositato, ma che rispetto al progetto preliminare, il definitivo ha dovuto tener conto di una serie di varianti, ad iniziare dalle cinque interferenze emerse per finire all’aumento dei costi.
Risolte dunque le interferenze del nuovo ospedale con il tracciato della strada statale 275, quella con una condotta fognaria di AQP, con una condotta di metano, con una linea elettrica ENEL e con la fibra ottica, adesso bisogna far fronte al reperimento delle risorse necessarie che, stando alla stima fatta, sono pari a 416 milioni di euro.
A dettagliare meglio il quadro economico è intervenuto il responsabile del progetto Alfredo Magnanimo, il quale ha evidenziato che, rispetto a quello originario che riguardava solo la scatola ospedaliera, questo include anche il costo per arredi e attrezzature, risultando comunque in linea con i costi di altri ospedali realizzati nel resto d’Italia. L’attuale importo stimato comprende un incremento di 75 milioni più iva, a cui si è aggiunto un 15% di aumento dei costi. In definitiva, il costo della scatola ospedaliera è di 248 milioni di euro rispetto ai 142 milioni inizialmente previsti.
Per la questione relativa al recupero delle somme da rifinanziare è intervenuto l’assessore alla sanità Rocco Palese, il quale ha precisato che l’intendimento del governo regionale è quello di proseguire spediti alla realizzazione delle nuove strutture ospedaliere, tentando tutte le possibili fonti di finanziamento.
Sul punto è intervenuto anche il direttore del Dipartimento salute Vito Montanaro, per rassicurare che il tema è strato abbondantemente esaminato e che con il Ministero è stato intrapreso un percorso già un anno e mezzo fa, ipotizzando le procedure di disaster recovery, ipotizzando il rischio di non arrivare in tempo al completamento delle attività burocratiche, che comunque lo stesso Ministero ci richiede, ma che non può revocare l’utilizzo delle risorse a nostro vantaggio. Dunque, sapendo quali sono le procedure, da parte del Dipartimento sono stati già ricontrattati i tempi e i metodi, ragion per cui è stato chiesto all’Asl Lecce di completare il quadro che oggi dovrà essere esaminato dal punto di vista clinico gestionale per poter avere una chiara situazione da porre rispetto ai 416 milioni di euro da reperire e quali fonti di finanziamento utilizzare per completare l’opera. Di sicuro i fondi ex art. 20 sarà la fonte più rilevante, ma ci saranno i Fesr e saranno valutate anche le opportunità date per i progetti pubblico-privato, perché il Ministero della salute ultimamente si è orientato anche verso questi investimenti.
Data la modifiuca del quadro economico adesso bisogna riattivare il procedimento e va aggiornata la mexa, bisogna aggiornare il piano clinico gestionale, valutato un ventaglio di soluzioni, Amati ha chiesto entro quanto tempo si potrà avere un quadro più charo sulle procedure di finanziamento.
Aggiornamento alla prima data utile di febbraio.
Centro Nemo
Esaminate le diverse ipotesi necessarie all’istituzione del Centro regionale per le malattie neuromuscolari.
È intervenuto il direttore del Dipartimento salute Vito Montanaro che ha spiegato che in relazione alle attività da condursi presso il Policlinico sono state effettuate. Nelle more dell’edificazione fisica del Centro Nemo, è stato individuato il Padiglione Chini all’interno del Policlinico come localizzazione fisica, ma anche la procedura per la gestione dei malati. Tocca adesso al Dipartimento salute valutare dal punto di vista clinico gestionale e l’ammontare del finanziamento per le opere e apparecchiature necessarie. Aggiornato il punto al 22 gennaio
Centro Risvegli di Ceglie Messapica
In ordine al prosieguo dei lavori per il Centro Risvegli, ancora non eliminata l’interferenza dell’area interessata con un cavo di alta-media tensione di Enel. Il responsabile dell’area gestione tecnica dell’Asl BR Sergio Rini, ha spiegato che non è stata ancora consegnata la cabina elettrica, dalla cui attivazione deriverebbero la disconnessione ed il nuovo allacciamento.
Già predisposto il sito su cui sarà allocata la cabina e per fine mese è prevista la realizzazione.












