In piazza, a Bari, per chiedere la riforma urgente della legge Fornero. Il nodo, è noto, è la flessibilità in uscita prevista dall’attuale normativa in vigore, che crea situazioni decisamente poco accettabili come gli esodati, troppo giovani per percepire una pensione a cui hanno già maturato il diritto, ma già usciti dal mondo del lavoro. E dunque senza stipendio e senza pensione, pur avendone tutti i requisiti.
Una situazione che, più volte, il governo ha promesso di affrontare ma che fino ad oggi ancora resta insoluta. Per questo CGIL, CISL e UIL unitariamente hanno promosso una manifestazione che ha visto scendere in piazza migliaia di persone a Bari.
Per CGIL CISL UIL è urgente “un intervento strutturale di modifica del sistema previdenziale che abbassi l’età di accesso alla pensione, reintroducendo una vera flessibilità in uscita, per i lavoratori precoci e per tutti quelli che svolgono lavori usuranti, che non sia fortemente penalizzante sul piano economico, anche per favorire il turn over e quindi per incrementare l’occupazione giovanile”.
Anche Dario Stefàno, tra gli esponenti politici, presente a Bari per dare sostegno ai sindacati.
“Siamo qui – ha detto il senatore di Sel – per gridare la nostra indignazione nei confronti di un meccanismo immorale e illecito che va scardinato per il bene dei lavoratori, della Puglia e del nostro Paese”.
“Si tratta di una sfida durissima – aggiunge Stefàno – che richiede l’impegno di tutti i soggetti nei territori e nelle Istituzioni, dobbiamo concentrare in un’unica direzione gli sforzi di cittadini, associazioni e movimenti, sindacati, organi inquirenti e Forze dell’Ordine. E naturalmente della politica a cui spetta il compito di mettere a sistema queste energie, definire un indirizzo e sviluppare norme più chiare e più efficaci di contrasto al fenomeno dello sfruttamento del lavoro”.











