HomePoliticaBariBari, scandalo in Camera di Commercio?

Bari, scandalo in Camera di Commercio?

Bari è una città a cui non mancano i problemi. In particolare non possiamo, né dobbiamo ignorare che le attività economiche, ma anche tutte le altre, da un lato sono taglieggiate dalla malavita che pretende il pizzo, dall’altra dalla burocrazia che complica l’esistenza alle stesse, perseguendo un risultato analogo alla prima: ottenere un secondo pizzo, che questa volta si chiama tangente. A “semplificare” il tutto il sistema bancario barese, che si guarda bene dal concedere prestiti a commercianti ed imprenditori, preferendo utilizzare il territorio solo per la raccolta dei soldi (il risparmio dei baresi), che verranno poi concessi in prestito al nord, o investiti nella sottoscrizione delle emissioni dei titoli pubblici, assai più remunerativi, meno faticosi da seguire rispetto ad un mutuo, ed a rischio quasi zero, anche perché, laddove dovesse accadere qualche improbabile incidente di percorso, i titoli eventualmente “tossici” verrebbero piazzati ai clienti sul mercato privato. Il quadro è completato dalla distanza dai mercati ricchi. Un conto è avere dietro l’angolo la Germania, l’Austria, la Svizzera o la Francia, altro è esportare in Albania o in Grecia.

Trovo, quindi in se lodevole ed utile l’iniziativa assunta da Confcommercio di realizzare un progetto  di “informazione e formazione all’imprese” per districarsi nel “labirinto degli adempimenti legislativi”. Se poi i corsi saranno di livello o meno  è un altro discorso e se ne potrà parlare solo ad attività ultimata.

E’ in questo clima che scoppia il caso Ambrosi, stigmatizzato dai Colleghi de La Repubblica –Bari per “aver finanziato se stesso”. Il fatto è ormai noto: da Presidente della Camera di Commercio di Bari il 23 dicembre scorso ha concesso un contributo di 60mila euro a Confcommercio, di cui pure è Presidente, quale sostegno alle spese di realizzazione di quel  progetto, preventivate in centomila euro.

Detta così, pare davvero una brutta cosa: il conflitto d’interessi appare marchiano. Il comportamento di Ambrosi censurabile e affetto da interesse personale, sia pure mitigato dal fatto di aver attribuito i soldi alla sua associazione, e non esserseli certo assegnati personalmente.

E’ davvero così? E’ un vero scoop? Francamente mi pare una bolla di sapone ed Ambrosi è unicamente responsabile di un mero errore di forma. D’accordo la moglie di Cesare non deve solo essere, deve anche apparire. Ambrosi, non ci ha fatto una bella figura, anche perché, devo presumere , mal consigliato. Questo è imperdonabile. Possibile che in un ente della portata della Camera di Commercio di Bari non vi sia un solo giurista pratico di procedure di questo genere?

Sarebbe bastato, infatti, che Ambrosi, anziché agire come ha fatto, avesse fatto proporre da Confcommercio all’ente camerale barese la realizzazione in partenariato dell’iniziativa, sui cui contenuti, mi pare, nessuno ha avuto qualcosa da obiettare. Naturale che sull’ente camerale, più ricco della Confcommercio, che si accollava il 40%, dovesse pesare un maggior onere economico: il 60%. Chi avrebbe potuto dire qualcosa?

Il risultato è lo stesso. L’errore nella forma ha provocato questa bufera in un bicchier d’acqua.

Ben venga il giornalismo d’inchiesta. Bari, la Puglia, la stessa Italia, ne hanno bisogno come del pane. Senza le inchieste della Gabanelli quante altre porcherie si sarebbero consumate?  Resta il fatto che sarebbe opportuno andare più a fondo. Non sono certo le violazioni formali il male peggiore.  Sono i furti e gli sprechi di denaro pubblico i veri nemici del cittadino, che da contribuente è munto oltre ogni limite tollerabile.

Mi auguro che al Presidente Ambrosi serva di lezione e la prossima volta si consulti con collaboratori preparati, che col ruolo che occupa, ha tutti i mezzi per avere a disposizione.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img