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Sanità: in Puglia è il momento di una riorganizzazione in discontinuità col passato

La sanità pugliese si trova sospesa tra le nuove criticità emerse dopo l’entrata in vigore della normativa europea inerente la turnazione dei medici e il decreto ministeriale 70/2015, due importanti novità che imporrano necessariamente una riorganizzazione complessiva del comparto.

Questo è quanto emerso dopo l’audizione del direttore del Dipartimento Sanità, Giovanni Gorgoni da parte della Commissione consiliare Sanità.

La carenza di 150 medici, comunicata ieri dal direttore generale dell’Asl Foggia Vito Piazzolla nel corso della sua audizione in III Commissione in Regione Puglia, è soltanto una delle tante criticità permanenti che caratterizzano la sanità in una provincia particolarmente estesa e dalla particolare geomorfologia come quella foggiana.

Se ne aggiungono tante altre, da segnalare con particolare attenzione e preoccupazione anche quelle legate al 118 e ai Punti di Primo Intervento dislocati (o meglio, poco dislocati) sul territorio, soprattutto sul Gargano e sul Sub-Appennino Dauno.

Esprime preoccupazione, a tal proposito, il Presidente del Gruppo Movimento Schittulli-Area Popolare, Giannicola De Leonardis. “Riorganizzare l’intera rete, considerando anche viabilità, raggiungibilità da un presidio all’altro, tempi di percorribilità – criteri trattati con sufficienza se non del tutto ignorati in passato – è l’unico modo per uscire dalle sabbie mobili delle contraddizioni (40mila ricoveri in più rispetto ai 100mila preventivati) e delle iniquità: perché i milioni di euro che permetteranno nuove assunzioni in deroga non basteranno certo per coprire tutti i vuoti in organico e soddisfare le esigenze e le aspettative. Ma la sanità in Capitanata, nel Subappennino, sul Gargano non può essere considerata un semplice optional, e le ‘criticità permanenti’ vanno affrontate e risolte”.

Ma in senso più generale, come è bene emerso ieri in Via Capruzzi, è indispensabile una complessiva riorganizzazione dell’intero comparto. Una riorganizzazione che dovrà, però, arrivare facendo tesoro degli errori commessi nel passato, non attraverso un Piano di rientro dal deficit e di Riordino ospedaliero all’insegna di tagli feroci e indiscriminati, ma partendo innanzitutto da una decisa lotta agli sprechi.

Lo stesso Gorgoni ha infatti annunciato la volontà di avviare la Centrale Unica per gli Acquisti –con gara gestita da InnovaPuglia.

“La nuova amministrazione – ha proseguito De Leonardis – è così arrivata di fronte a una svolta obbligata, e il possibile e auspicabile aumento di posti letto (dagli attuali 13. 769 a 14.703) e rilancio di servizi all’insegna della qualità e dell’eccellenza stride con la carenza generalizzata di personale: per questo il ridisegno complessivo della sanità pugliese dovrà essere operato seguendo criteri di equità e razionalità, garantendo servizi essenziali, eliminando inutili duplicazioni e attraverso riconversioni e riqualificazioni non semplicemente annunciate ma compiute, senza penalizzare sistematicamente cittadini e comunità a scapito di altre. I dati complessivi per trarre opportune valutazioni spero arrivino presto anche alla nostra attenzione, per un’ulteriore occasione di confronto costruttivo nell’interesse della comunità pugliese. La parola ‘discontinuità’ deve quindi rappresentare non un semplice slogan, ma un ideale timore da tenere ben dritto, per uscire dalla tempesta che da troppi anni stiamo attraversando, e per evitare che il comparto vada alla deriva”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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