HomePoliticaBariAccademia delle Belle Arti: serve una soluzione urgente per la sede barese

Accademia delle Belle Arti: serve una soluzione urgente per la sede barese

Una cosa è sicura. Tra sei mesi il contratto di locazione dell’attuale sede dell’Accademia delle Belle Arti di Bari verrà rescisso da parte di Bari Città Metropolitana (ex Provincia) e i circa 800 studenti impegnati nei corsi e nelle lezioni del capoluogo barese si troveranno senza una sede.

Ne abbiamo già parlato [QUI QUI e QUI alcuni approfondimenti], ed è da tempo che si cerca una soluzione che possa da un lato essere economica per chi deve pagare (Bari Metropolitana ed il suo sindaco Antonio Decaro) e dall’altro soddisfare le esigenze di chi, legittimamente, si aspetta una sede degna di questo nome per poter frequentare corsi di alta formazione che gratuiti non sono affatto. Non è bello, infatti, essere costretti a doppi turni o a lezioni nei sottoscala (o quasi).

Il futuro dell’Accademia è un posto all’interno del Polo culturale che sorgerà nella ex Caserma Rossani. Ma fino a quel giorno? Tra immobili dismessi che potrebbero essere utilizzati (ma ci vogliono soldi per la ristrutturazione) e soluzioni di emergenza e tampone di pronto non c’è nulla, e studenti e professori rischiano seriamente di trovarsi “in mezzo ad una strada”, sia solo temporaneamente.

Intanto questa mattina a Roma si è tenuto un tavolo tecnico convocato a Roma dal sottosegretario all’Istruzione e all’Università, Angela D’Onghia, per discutere sulla futura sede dell’Accademia delle Belle Arti di Bari. “Una discussione molto proficua che ci permetterà di approfondire diversi aspetti, soprattutto le competenze istituzionali – spiega Alfonso Pisicchio delegato dal presidente Michele Emiliano a rappresentare la Regione Puglia- La ricerca di una nuova sede è diventata ancor di più urgente all’indomani della decisione da parte della Città Metropolitana di rescindere tra sei mesi il contratto di locazione con i proprietari della struttura di via Re David che ospita attualmente l’Accademia. Una decisione che ha giustamente messo in agitazione i circa 800 studenti e tutto il corpo docente. Il sottosegretario verificherà la disponibilità dal Demanio di immobili dismessi e in disuso da destinare temporaneamente all’Accademia, in attesa di una soluzione definitiva all’interno della ex Caserma Rossani”.

“L’Accademia delle Belle Arti di Bari – conclude Pisicchio – è un patrimonio culturale che non può essere disperso. Ma è anche un patrimonio pubblico perché forma i nostri ragazzi”.

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Redazione
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