Forse un approccio come quello di ieri, in Commissione, era utile (se non doveroso) farlo fin dall’inizio dell’emergenza Xylella in Puglia. Davanti ai politici, infatti, si sono alternati scienziati ed il commissario Giuseppe Silletti che ha espresso di fronte ai commissari regionali tutta la sua preoccupazione.
La diffusione della Xylella “avanza in maniera sempre più rapida: la situazione è preoccupante con 26 focolai nell’agro di Torchiarolo e uno nella zona di Brindisi”. Il commissario straordinario, Giuseppe Silletti (nella foto), ha ribadito durante l’audizione dinanzi alla IV commissione regionale pugliese la necessità di attenersi al piano Ue per arginare la malattia. “Siamo nella terza fase del Piano – ha spiegato – che prevede abbattimenti delle piante infette.
Dopo gli interventi degli esperti Silletti ha tenuto a precisare alcuni aspetti del suo operato.
“Il mio compito – ha ribadito – è quello di far eseguire il Piano, che è stato esaminato dagli organi competenti, e cioè esperti del Ministero e della Protezione civile e per l’attuazione del quale ho ricevuto mandato fino al 5 febbraio 2016”. E ancora: “La Xylella è stata classificata come un “patogeno da quarantena” e per questo trattata come tale. L’obiettivo del Piano – ha concluso – è quello di fermare la malattia, e ostacolarlo non è la soluzione all’epidemia”.
In disaccordo il consigliere Cristian Casili (M5s), per il quale il Piano “non può essere unicamente il frutto di misure prescrittive, ma deve prendere in considerazione anche le indicazioni che provengono dalla comunità”. “Pertanto – ha ricordato – abbiamo presentato una mozione per chiedere la verifica della correttezza delle procedure previste dal Piano”. Il vicepresidente della IV Commissione Domenico Damascelli ha sollevato invece la questione dell’adeguatezza del ristoro per gli agricoltori e ha chiesto se sia previsto un programma di riconversione dei terreni colpiti da Xylella.
Il generale Silletti ha ricordato che i Piani da lui predisposti sono stati delle semplici esecuzioni di direttive europee e nazionali, alle quali non poteva sottrarsi: ma quei Piani sono stati poi sconfessati ripetutamente dai magistrati del Tar sollecitati da numerosi ricorsi, oltre che contestati dalle comunità interessate e da parte del mondo scientifico e accademico.
“Il gran numero di focolai ancora presenti – ha commentato Luigi Manca, consigliere di Movimento Schittulli-Area Popolare – prima ancora dei pareri di autorevoli studiosi, imponevano e impongono a ognuno di noi la ricerca di soluzioni alternative: lasciamo allora lavorare la task force insediata, cercando – come richiesto espressamente anche oggi – di allargare ancor più il confronto e la partecipazione a personalità qualificate, di provata esperienza e riconosciuto spessore. Concludiamo le audizioni e, con l’apporto prezioso di un lavoro così importante, coinvolgiamo l’intero Consiglio regionale in decisioni che devono andare oltre l’immediato, che interessano il futuro di un territorio e di intere generazioni. Un futuro del quale dobbiamo sentirci parte in causa, attraverso responsabilità e doveri dai quali non possiamo e non dobbiamo sottrarci. Perché l’Unione Europea non può condannare il Salento all’eutanasia con noi relegati nella parte di semplici spettatori, e se il percorso imboccato ci sta conducendo in un vicolo cieco dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo e ribadirlo con chiarezza, prima che sia troppo tardi”.











