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Principessa di Roccadaspide e compagna di Giangirolamo, il famigerato Guercio di Puglia. Discendente di una delle famiglie più antiche e rispettate del Regno di Napoli, abile politica e persona dall’immensa cultura, è Isabella Filomarino. Una donna la cui storia è racconta dalla penna scaltra di Mariano Rizzo, scrittore di Triggiano.
Dopo Storie di tenebre nella storia di Puglia (2019), Terra d’ombra (2020) e Nella forza non eguali – Ascesa e misfatti del Guercio di Puglia (2023), l’autore ripercorre ora la biografia della diabolica nobildonna in L’aspide di Puglia – Inganni e dolori di Isabella Filomarino (Besa Muci). Abbiamo incontrato Mariano Rizzo e raccolto le sue parole rispetto a quest’ultimo lavoro.
La genesi: come e quando nasce L’aspide di Puglia?
«Nasce come naturale prosecuzione del mio libro precedente, Nella Forza Non Eguali: i due libri sono stati concepiti insieme, come due parti della stessa storia che possono essere lette indipendentemente l’una dall’altra. A loro volta, i due libri formano una trilogia col mio precedente lavoro Terra d’ombra, che a fine 2025 sarà ristampato da Besa Editrice in una nuova edizione. Per quel che riguarda l’Aspide, ho cominciato a scriverlo subito dopo aver terminato Nella Forza Non Eguali: nonostante si tratti di due libri molto diversi per tono e temi, il passaggio dall’uno all’altro è stato spontaneo e senza scossoni.»
Qual è la trama dell’opera? Quali, invece, i principali temi?
«Nel libro si narra la vita di Isabella Filomarino, principessa di Roccadaspide e moglie di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, il Guercio di Puglia, protagonista del libro precedente, con particolare focus sugli anni che vanno dal 1647 al 1675. Attraverso gli occhi di Isabella, denominata a sua volta “l’aspide di Puglia” per la presunta cattiveria pari a quella di suo marito, si vedranno i cambiamenti nel Regno di Napoli all’indomani della rivolta di Masaniello: dalla ribellione di Nardò al suo duca al secondo arresto di Giangirolamo, fino ad arrivare al terribile duello tra suo figlio Cosimo e Petraccone Caracciolo duca di Martina. La presenza di una protagonista femminile consente di analizzare questi eventi in un’ottica di storiografia di genere, quindi con particolare attenzione alla figura della donna nella società; ci sono però altre tematiche come l’inutilità della guerra, il rapporto tra uomo e potere, il folklore meridionale e, elemento di novità, un particolare gusto per l’avventura.»
Qual è il fil rouge che connette questo lavoro con i precedenti?
«Il libro chiude una trilogia, quindi il legame spirituale coi suoi predecessori è evidente; tuttavia è anche un libro “di rottura”, nel quale le tematiche affrontate nei due precedenti vengono analizzate sotto una luce diversa. Isabella, che negli altri romanzi era una comprimaria, qui è protagonista a tutto tondo, dotata di una propria storyline e finalmente in grado di emergere sui personaggi maschili.»
Ci sono già delle date di promozione?
«Abbiamo inaugurato il tour promozionale lo scorso novembre, con un evento speciale presso Castello Marchione, una delle residenze dei Conti di Conversano: l’evento, che ha visto la partecipazione di ospiti straordinari come Marileda e Roberto Maggi, il pianista di fama internazionale Mirco Ceci, il soprano Ilaria Cuscianna e il Maestro Nicola Scardicchio, ha registrato il sold-out. Il tour riprenderà il 19 febbraio, quando sarò ospite della Libreria Laterza a Bari, in un evento promosso dall’associazione Donne in Corriera e inserito nella kermesse “Impronte di Donna”. Il 2025 mi vedrà impegnato tra fiere del libro, festival letterari ed eventi vari. I lettori possono I lettori possono rimanere aggiornati seguendomi sui profili social.»











