Gli episodi criminali accaduti la notte di San Silvestro prevalentemente a Colonia, ma anche ad Amburgo, impongono una domanda ed una riflessione attenta: che c’è o cosa potrebbe esserci dietro i fatti? O meglio: cosa voleva ottenere la regia di questi tristi ed intollerabili misfatti?
Se gli attentati di Parigi, a cominciare dal Bataclan, hanno indotto a cercare di capire quali fossero gli autentici obiettivi dei mandanti e la conclusione più ovvia ed accettata è quella di colpire il modo di vivere dell’occidente, di creare paura laddove c’era svago, divertimento, distrazione, non altrettanto si è fatto, almeno fino ad oggi per l’ondata criminale che ha colpito principalmente la Germania.
Questo Paese, agli occhi dell’Isis è responsabile di aver accolto nel 2015 oltre un milione di richiedenti asilo, moltissimi dei quali in fuga dalla Siria e dalle terre occupate dal sedicente califfato islamico. Ora, su un milione e passa di immigrati non è difficile ipotizzare che si siano infiltrati qualche migliaio di simpatizzanti dell’Isis. Ma bastavano assai meno per realizzare quanto è accaduto a Colonia e, guarda caso, in contemporanea ad Amburgo.
Tra le due città tedesche corre una distanza di oltre 424 chilometri. Ma in entrambe la notte di San Silvestro si verificano aggressioni a sfondo sessuale e palpeggiamenti, a danno di occidentali ree, ovviamente, di non indossare il burka, di essere vestite “normalmente”, di voler attendere il nuovo anno all’occidentale, scendendo cioè in piazza a festeggiare, ad ascoltar musica, a divertirsi spensieratamente insieme ai tanti che hanno fatto la stessa scelta. Dacia Maraini, rilasciò un’intervista in proposito assai persuasiva. Non mancano episodi più gravi, dalle vere e proprie violenze sessuali e non semplici molestie, a borseggi e rapine.
A Colonia in particolare chi scendeva alla stazione era costretta a passare in un corridoio umano composto da una folla di un migliaio di immigrati, generalmente nord-africani ed arabi, che insultavano, palpeggiavano e facevano di peggio. La polizia è stata colta impreparata ed ha reagito con notevole ed intollerabile ritardo. Preoccupata a presidiare obiettivi sensibili non è riuscita a reagire immediatamente ed ad assicurare alla giustizia i responsabili. Non è necessario che quel migliaio di energumeni fosse composto tutto da simpatizzanti Isis, consapevoli delle finalità da raggiungere. Bastavano molti di meno. Gli altri sono stati spinti ed indotti sia dalla loro mentalità e cultura primordiale, laddove la donna non è un essere umano con i suoi sentimenti e diritti, ma solo strumento di piacere per l’uomo, sia dal rancore verso l’opulenza dell’occidente e dalla tendenza di taluni alla violenza ed al crimine. Sta di fatto che gli obiettivi sono stati raggiunti. Se le donne tedesche hanno agito con estrema consapevolezza e civiltà, recandosi a denunziare gli episodi e collaborando all’identificazione dei responsabili, le reazioni generalizzate non sono certo all’altezza del senso di responsabilità delle vittime.
Dal leader polacco, al segretario nostrano della Lega, tutti i politici che hanno fatto dell’opposizione all’immigrazione la bandiera dietro cui schierarsi hanno alzato il tiro. Così oltre ii quattro dell’Apocalisse: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, oggi rischiamo di veder aggiungere altri Paesi al fronte europeo anti immigrati. E’ appena il caso di ricordare che Paesi come la Svezia, che brillava per capacità di accoglienza, o la Danimarca da poco hanno annunciato di sospendere Schengen. Difficile diventa a questo punto contrastare gli obiettivi dell’Isis, sicuramente in cabina di regia di questi episodi in Germania.
Con una destra che in tutta europa punta, per rafforzare le proprie posizioni, sulla paura della gente e sul bisogno di sicurezza, peraltro legittimi, chi ha visto la trasmissione di Lilli Gruber, con ospiti Travaglio e Sallusti, non può vivere dubbi in proposito, non ha gioco facile chi si rende conto che quelle politiche finiscono per fare, sia pure involontariamente, da sponda alle politiche del Califfato islamico. Egoismo e paura però sono assai difficili da combattere e pure di questo occorre tener conto. Non dimentichiamo, però, che per l’Italia o la Grecia, dai confini incontrollabili, chiudere le frontiere significa bloccare nel paese di prima accoglienza un numero di immigrati impossibile da sostenere.











