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Archeologia, scoperte ad Aquinum: da UniSalento il cippo del “suovetaurilium” e l’altare del culto imperiale

La XVIII Campagna di Scavo condotta dall’Università del Salento nell’area archeologica dell’antica città romana di Aquinum, situata nel territorio di Castrocielo, si è chiusa con il ritrovare di due reperti di eccezionale valore storico e scientifico. I dettagli dei ritrovari sono stati presentati al pubblico in occasione del “Weekend dell’Archeologia”, a conclusione delle attività di ricerca dirette da Giuseppe Ceraudo, docente di Topografia antica presso l’Ateneo salentino, in collaborazione con la Soprintendenza ABAP per le province di Frosinone e Latina e le amministrazioni comunali di Castrocielo e Aquino.

I due reperti: riti purificatori e devozione imperiale

La campagna di scavo 2026 ha consentito di ricomporre tasselli fondamentali della vita pubblica e religiosa della colonia romana attraverso due testimonianze principali:

  • Il cippo scolpito con gli animali sacrificali: Rinvenuto riutilizzato nella pavimentazione di uno snodo stradale cittadino, il monumento reca il nome del dedicante (probabilmente Caius Ammius Cammarus) ed è decorato con festoni, ghirlande e bucrani. L’elemento di straordinario interesse è rappresentato dalla raffigurazione simultanea di tre animali: un bue, un montone e un maiale. L’associazione richiama direttamente il suovetaurilium, uno dei più solenni e antichi riti della religione romana (incentrato sull’immolazione di un maiale, sus, un ovino, ovis, e un toro, taurus), legato a cerimonie di purificazione, consacrazione o delimitazione dei confini.

  • L’altare votivo al Genio di Augusto: Il recupero di un nuovo frammento marmoreo ha consentito di ricomporre un’iscrizione votiva già parzialmente nota, commissionata da un facoltoso liberto, Manius Popidius Anteros, rivestito della carica di seviro augustale. Il testo completo rivela la dedica a un preciso gruppo di divinità: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia, testimoniando le modalità di integrazione tra identità civica locale e culto dell’imperatore.

A queste novità si aggiungono i risultati emersi dalle indagini presso il teatro romano, dove è stata rinvenuta una lastra con la formula FVL(GVR) C[ONDITVM], che attesta il rituale di sepoltura sacra di un luogo colpito da un fulmine, e il restauro di cinque teste marmoree, tra cui il cosiddetto “Cesare di Aquinum” e il ritratto di Druso Maggiore.

Il bilancio della campagna di scavo e la rete istituzionale

L’attività di ricerca del 2026 ha visto anche l’estensione dei saggi di scavo al territorio comunale di Aquino, ricomponendo l’unita storica dell’antica colonia al di là degli attuali confini amministrativi.

Il direttore scientifico degli scavi, Giuseppe Ceraudo, ha evidenziato come le ultime scoperte aprano prospettive di studio inedite, sottolineando l’importanza di condividere i risultati in tempo reale con la comunità locale. Alla soddisfazione del team di ricerca si sono unite le valutazioni del sindaco di Castrocielo, Gianni Fantaccione, del Soprintendente Alessandro Betori, dell’archeologo della Soprintendenza Carlo Molle e di Francesco Artibani per il gruppo Roma Sotterranea, i quali hanno concordato sul valore del modello di sinergia tra università, enti di tutela e istituzioni territoriali.

Che cos’era il suovetaurilium nella religione romana

Il suovetaurilium (termine derivato dalla fusione delle parole latine sus [maiale], ovis [pecora/montone] e taurus [toro]) rappresentava uno dei rituali sacrificali più solenni e importanti dell’antica Roma, appartenente alla sfera dei suovetaurilia.

  • Svolgimento del rito: La cerimonia prevedeva che le tre vittime animali venissero condotte in processione attorno all’area o al gruppo di persone che si intendeva purificare o proteggere, prima di essere ritualmente immolate in onore delle divinità (frequentemente Marte, nella sua arcaica veste di protettore dei campi e della comunità, o Giove).

  • Funzione e contesti: Il rito veniva celebrato in occasioni di eccezionale rilievo pubblico e religioso:

    • Lustratio: La purificazione rituale del popolo romano, eseguita dai censori ogni cinque anni a conclusione del censimento.

    • Consacrazione di spazi: La delimitazione e purificazione di confini urbani (pomerium), accampamenti militari (lustratio exercitus) o territori agricoli (lustratio agri).

    • Espiazione e prodigi: Cerimonie straordinarie volte a ripristinare la pax deorum (la concordia con gli dei) a seguito di eventi nefasti o prodigi considerati minacciosi per lo Stato.

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