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Ex Ilva dopo la sentenza di Milano: il sindaco Bitetti incalza il Governo, Iaia (FdI) risponde

La conferma dello spegnimento dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto da parte della Sezione Imprese della Corte d’Appello di Milano ha riacceso il dibattito istituzionale e politico sul futuro industriale e sanitario della città. Come evidenziato nell’approfondimento, i giudici milanesi hanno rigettato l’istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia, sancendo la prevalenza del diritto alla salute rispetto alle ragioni economico-produttive dell’azienda e confermando il blocco degli impianti entro la fine di ottobre 2026.

La sollecitazione del sindaco Bitetti e la richiesta di decisioni immediate

All’indomani della pronuncia giudiziaria, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, è intervenuto per sottolineare la necessità di superare ogni indugio, chiedendo al Governo di indicare senza ulteriori alibi quale sia la strategia per il territorio jonico. Secondo il primo cittadino, la sentenza impone un’accelerazione per quanto riguarda le garanzie occupazionali dei lavoratori diretti e dell’indotto, l’avvio della decarbonizzazione e l’attuazione dei piani di risanamento ambientale.

La posizione dell’amministrazione comunale punta a richiedere risposte strutturali affinché la chiusura degli altoforni si traduca in una vera opportunità di riconversione economica per la comunità tarantina.

La replica dell’on. Dario Iaia (FdI): “Il Governo non cerca alibi, servono fatti”

A stretto giro è giunta la replica del deputato di Fratelli d’Italia, Dario Iaia, che ha respinto le critiche mosse dalla giunta comunale, rivendicando le scelte adottate dall’esecutivo nazionale.

«Leggo le dichiarazioni del sindaco Bitetti e, su un punto, sono d’accordo con lui: Taranto non può più perdere tempo e servono decisioni. Ma proprio per questo è necessario ristabilire la verità dei fatti», ha dichiarato l’onorevole Iaia. «Il Governo Meloni non cerca alibi. Al contrario, ha ereditato una situazione industriale, occupazionale e ambientale disastrosa, frutto delle scelte e delle omissioni dei precedenti governi di centro sinistra e 5 Stelle, e ha avuto il coraggio di assumersi responsabilità che altri, prima di noi, hanno sistematicamente rinviato. Siamo stati noi a mandare via ArcelorMittal, aprendo una nuova fase per il futuro dello stabilimento e del sistema siderurgico tarantino. E siamo stati noi a mettere sul tavolo proposte concrete per affrontare le grandi questioni della città. Siamo stati noi a finanziare i Giochi, mentre altri facevano video e selfie».

Il parlamentare di Fratelli d’Italia ha poi censurato le resistenze riscontrate a livello locale sulle soluzioni energetiche proposte: «Al sindaco Bitetti e alla sua amministrazione abbiamo formulato diverse proposte, come quella dell’approdo della nave gasiera fuori rada per procedere nella direzione della decarbonizzazione, in quanto senza energia rimangono tutte solo parole. Ogni nostra proposta è stata puntualmente respinta. Sostanzialmente, NO a tutto. Una posizione che considero il risultato anche della debolezza politica dell’amministrazione comunale di centro sinistra, troppo spesso condizionata dalle posizioni minoritarie e da una politica dei “no” che, in alcuni settori della città, sembra ormai prevalere sulla necessità di assumere decisioni. Il Governo c’è e continuerà ad esserci. Con il Piano Taranto stiamo lavorando per costruire un futuro che tenga insieme occupazione, investimenti, sviluppo industriale, risanamento ambientale e tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori. Non accettiamo, quindi, lezioni da chi in questi anni non ha voluto o non è riuscito ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. La magistratura fa il suo lavoro e le sentenze si rispettano. La politica, invece, deve fare il proprio: decidere, assumersi responsabilità e indicare una prospettiva per Taranto. Noi continueremo a farlo, senza alibi e senza ideologie, nell’interesse della città e del suo futuro».

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Redazione
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