Prevenire il sovraindebitamento, sostenere i cittadini e le famiglie pugliesi in condizioni di fragilità economica e agevolare l’accesso agli strumenti legislativi per superare le situazioni di crisi. Sono questi i cardini della nuova proposta di legge regionale depositata dal consigliere regionale Antonio Scalera, finalizzata a strutturare una rete coordinata di informazione, orientamento e accompagnamento su tutto il territorio pugliese.
«Il sovraindebitamento non è soltanto un problema di natura economica o finanziaria: è una condizione che può mettere in crisi intere famiglie, compromettere la serenità dei rapporti personali, mettere a rischio la casa e rendere più difficile mantenere un lavoro o portare avanti una piccola attività imprenditoriale», ha dichiarato Scalera nella sua nota di presentazione.
Le cause del fenomeno e i destinatari dell’intervento
Come evidenziato dal consigliere regionale, la perdita dell’occupazione, la contrazione del reddito, una malattia, una separazione o l’accumulo di debiti fiscali possono trasformare periodi temporanei di difficoltà in situazioni di vera e propria esclusione sociale. Il fenomeno coinvolge in modo trasversale:
Lavoratori dipendenti e precari;
Pensionati e famiglie economicamente fragili;
Lavoratori autonomi e piccoli imprenditori che non riescono più a far fronte agli impegni finanziari assunti.
Spesso le persone colpite si rivolgono ai servizi di supporto quando la situazione è ormai compromessa, frenate da vergogna, disinformazione o timore di non trovare soluzioni praticabili.
Le misure previste dalla proposta di legge
La pdl stabilisce l’adozione di un Programma regionale di prevenzione e contrasto del sovraindebitamento, da coordinare con le iniziative già operative contro l’usura e l’estorsione. Il piano d’azione prevede:
Iniziative di educazione finanziaria e campagne di sensibilizzazione rivolte in particolare ai giovani e ai soggetti vulnerabili;
Attività di orientamento sociale, amministrativo e finanziario per facilitare l’accesso alle procedure di composizione della crisi e di esdebitazione stabilite dalla normativa nazionale;
Potenziamento della rete territoriale attraverso la valorizzazione degli sportelli esistenti e l’attivazione di nuovi punti d’accesso grazie ad accordi con enti locali e soggetti del settore;
Monitoraggio del fenomeno per mappare i bisogni reali della popolazione e le difformità tra i diversi territori della regione.
«La Regione può e deve svolgere un ruolo importante nella prevenzione, nell’informazione e nel coordinamento dei servizi, nel pieno rispetto delle competenze dello Stato – ha concluso Scalera –. L’obiettivo è semplice e concreto: evitare che una difficoltà economica si trasformi in una condanna sociale».












