Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha espresso forte preoccupazione per il progressivo incremento dei posti di sostegno in deroga all’interno delle istituzioni scolastiche pugliesi, evidenziando la necessità di una revisione profonda delle modalità di programmazione e finanziamento delle risorse dedicate agli alunni con disabilità.
Secondo i dati aggiornati a metà ottobre, le autorizzazioni in deroga in tutta la Puglia hanno raggiunto quota 12.865, registrando un aumento significativo rispetto alle 11.371 unità precedentemente rilevate. Anche a livello provinciale il trend conferma la criticità: nella provincia di Brindisi si contano 1.125 posti, con un incremento di 108 unità rispetto all’avvio dell’anno scolastico.
La distanza tra i bisogni reali e la programmazione amministrativa
Il nodo centrale sollevato dal CNDDU non riguarda la consistenza numerica degli organici in sé, quanto la forbice crescente tra le reali necessità degli istituti e la capacità predittiva dell’amministrazione. Sebbene una quota di flessibilità resti indispensabile per fronteggiare situazioni imprevedibili come nuovi trasferimenti o modifiche delle condizioni individuali, il ricorso sistematico a provvedimenti d’urgenza successivi all’apertura delle aule evidenzia i limiti di una programmazione insufficiente.
Le ripercussioni di questa dinamica si riflettono direttamente sulla qualità dell’offerta formativa:
Rallentamento della didattica: l’assegnazione tardiva dei docenti costringe a rivedere le attività programmate e rallenta l’attuazione del Piano educativo individualizzato (PEI).
Continuità educativa a rischio: per gli studenti con esigenze complesse, la sostituzione ripetuta delle figure di riferimento si traduce in un ostacolo concreto alla costruzione di relazioni educative stabili.
Inoltre, il sindacato rimarca come in molti casi le famiglie siano costrette a destreggiarsi tra interlocuzioni amministrative complesse e iniziative giudiziarie per ottenere risposte tempestive, una situazione definita provocatoriamente come la necessità di ricorrere a “corsi di autodifesa burocratica”.
Le proposte del CNDDU: programmazione pluriennale e risorse stabili
Per superare la logica delle autorizzazioni tardive, il CNDDU avanza proposte concrete rivolte al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, in vista della programmazione per l’anno scolastico 2027/2028:
Ricognizione pluriennale: distinguere le necessità ricorrenti da quelle sopravvenute, istituendo un programma triennale di finanziamento per i posti di sostegno stabilmente necessari. Per la Puglia, una prima fase potrebbe riguardare la stabilizzazione di almeno mille posti.
Stanziamento nazionale aggiuntivo: un fondo iniziale di 10 milioni di euro annui per potenziare la capacità degli uffici scolastici nell’intercettare tempestivamente i fabbisogni e migliorare la formazione dei docenti, subordinando l’utilizzo delle risorse a una rendicontazione pubblica e trasparente.
Trasparenza dei dati: pubblicazione periodica e omogenea dei dati provinciali per monitorare i posti autorizzati rispetto a quelli effettivamente coperti.
Il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento, conclude sottolineando che la vera anomalia risiede nell’incapacità di ridurre il ricorso alle deroghe quando i fabbisogni sono ampiamente prevedibili, auspicando che il governo risponda con obiettivi verificabili, scadenze vincolanti e risorse adeguate anziché con interventi tardivi.












