HomePoliticaCentrodestra, da Roma segnali di intesa dopo la Convenzione Blu

Centrodestra, da Roma segnali di intesa dopo la Convenzione Blu

Lo dicono tutti con una certa sicurezza. Non si tratta del solito fuoco di paglia ma del primo passo per la costruzione di un centrodestra capace di porsi come alternativa forte e credibile a Renzi e a Grillo per puntare alla guida del Paese. Lo dicono tutti e lo sottolinea un soddisfatto Raffaele Fitto, al termine della due giorni romana che, nello scorso fine settimana, ha riunito tutti i rappresentanti di un centrodestra quanto mai diviso ed incapace, negli ultimi anni, di correre insieme.

Una “Convenzione Blu” che, almeno nelle intenzioni, è riuscita nell’impresa di mettere insieme tutte le anime (o quasi) di una opposizione di centrodestra e di destra che difficilmente riescono a parlarsi e che non possono puntare solo all’antirenzismo per proporsi ad un elettorato stufo e stanco.

Un arrivederci al prossimo 15 dicembre per Fitto.

“Il 15 dicembre avremo un nuovo appuntamento in cui metteremo a punto i documenti elaborati in punti programmatici e discuteremo di cosa vogliamo diventare e anche del nostro nome. Da qui a quella data dobbiamo costruire un percorso di aggregazione. Mi farebbe piacere che questa iniziativa si trasformasse in 20 iniziative, una in ogni regione. In questi due giorni ho capito che stiamo costruendo qualcosa di serio, in cui ognuno di noi crede. Penso che stia nascendo una grande comunità in cui ognuno si può riconoscere ed oggi so che siamo in diverse migliaia ma che insieme possiamo trasformare la Convenzione Blu in centrodestra serio e credibile”.

Una due giorni, quella organizzata dai Conservatori e Riformisti, che ha saputo riunire sotto lo stesso tetto moltissimi esponenti del centrodestra da Giorgia Meloni, a Giancarlo Giorgetti e a Gaetano  Quagliariello ai quali è stato proposto un patto, una strada nuova obbligata per rianimare il popolo del centrodestra: No al referendum; No a nuovi Nazareni e a pasticci dopo il 4 dicembre: il centrodestra fa il centrodestra e non fa da stampella e da supporto alla sinistra. Prossimo appuntamento lanciato da Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti, al quale seguiranno simili iniziative in tutte le regioni italiane.

Presenti i rappresentanti delle  delegazioni di alcuni movimenti politici, tra questi: Renzo Tondo (Autonomia Responsabile Friuli Venezia Giulia); Roberto Rosso (Lista Rosso Sindaco); Michele Iorio (Insieme per il Molise); Pietrino Fois (Riformatori Sardi); gli onorevoli Pierpaolo Vargiu e Salvatore Matarrese oltre ai deputati ed i senatori dei gruppi Conservatori e Riformisti.

“Da troppi anni il  centrodestra italiano si è abituato a giocare in uno stadio vuoto – ha commentato il leader di CoR – Noi vogliamo invece uno stadio pieno. E oggi qui c’è uno stadio pieno, di spettatori appassionati, di spettatori che vogliono prendere in mano il loro futuro”. Questo è stato lo spirito che ieri ha portato aventi il lavoro di una lunga giornata che ha visto vari tavoli tematici dove tutti gli oltre 2700 iscritti si sono confrontati in sei tavoli tematici dove si  sono discusse proposte sull’Europa, sull’immigrazione, sulle tasse, sulle pensioni, sulla burocrazia)”.

E a far da eco, con un occhio particolare sulla situazione pugliese, alle parole dell’europarlamentare salentino, sono i rappresentanti di CoR in Consiglio regionale.

C’erano tutti a Roma: Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola) per “rilanciare il centrodestra con regole chiare ed una collocazione precisa”, ma anche per discutere dei temi più scottanti che riguardano il futuro dell’Italia e il concreto benessere dei cittadini. Come? Costruendo un partito, prima e una coalizione, dopo che inverta gli schemi e che ponga i proprio cittadini, gli elettori, i simpatizzanti al centro della scena politica, in modo consapevole e partecipato. Come è successo a Roma nella Duegiorni, dove a dettare l’agenda politica e a fissare le priorità non sono stati i “vertici”, ma la base che attraverso sei tavoli tematici (Immigrazione, Tasse, Welfare, Burocrazia, Mezzogiorno e Regole della Partecipazione) ha sviscerato ed evidenziato quali sono i problemi che quotidianamente vivono i cittadini e come si può, attraverso politiche non populiste ma concrete, dare risposte”.

“Tutto questo – dicono i consiglieri fittiani – come gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti intendiamo tradurlo nell’azione politica che quotidianamente esercitiamo dai banchi dell’opposizione della Regione Puglia: mettendo in campo progetti e idee che non vanno oltre la mera polemica e la scontata protesta contro il governo Emiliano. La “La Convenzione Blu”, quindi,  è servita non solo a ricominciare con più slancio di prima nella nostra azione politica sui territori e dai banchi di opposizione della Regione Puglia, ma mettere le basi per un progetto politico che da Raffaele Fitto guarda verso tutto il centrodestra per tornare a vincere”.

Un progetto politico, quindi, che intende invertire la piramide e che dai “vertici unti dal signore di turno” porti a leader di partito e di coalizione scelti dalla base

“Basta – dicono – con i caminetti tra pochi che decidono chi candidare. Bisogna dare la parola agli elettori con le primarie e gli elettori devono avere la possibilità di scegliere leader e programmi’. Tradurremo nei prossimi giorni queste parole in versione “pugliese”, lì dove gli elettori sono chiamati al voto nella prossima primavera e anche dove si tratta di dover ricominciare a essere presenti come prima e più di prima“.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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