L’ha promesso e l’ha mantenuto. Dopo aver ottenuto una copia della scheda “incriminata” Irma Melini, consigliere comunale di opposizione al Comune di Bari non si ferma e vuole andare fino in fondo alla vicenda che l’ha vista vittima di una offesa pesante e sessista durante una seduta del Consiglio Comunale.
E ora c’è la denuncia formale in Procura. Cosa che consentirà di agire e di istruire tutta una serie di procedure per accertare l’autore (o l’autrice) dell’offesa, dopo la considerazione che non si è riuscito ad individuare in via “politica” il responsabile.
“Questa mattina – dice la Melini – mi sono recata in Procura per formalizzare la denuncia-querela per quanto accaduto durante il Consiglio comunale del 14 novembre”.
“L’inaudita gravità, sia sul piano giuridico innanzitutto, sia, immediatamente a seguire, sul quadrante etico – politico, mi hanno imposto di rivolgermi alla Magistratura per ripristinare quanto prima il decoro e l’onorabilità del Comune di Bari e della mia persona. E’ evidente che la politica non riesce a ripulire la politica, quindi al di là delle tante attestazioni di solidarietà ricevute, solo la Procura può fare pulizia e giustizia nella politica stessa”.
“Ho chiesto che siano puniti i responsabili dell’accaduto per i seguenti reati: diffamazione aggravata, oltraggio pubblico ufficiale e ad un corpo politico, oltre che per tutti i reati che la Procura ravviserà”.
“D’altronde – sottolinea la Melini – ‘autore/autrice del gesto, ben sapendo che il voto viene scrutinato e letto in Aula consiliare ha leso sia la mia reputazione di persona, di politico, di donna impegnata nel sociale e nelle battaglie per la legalità, sia l’onorabilità della Istituzione rappresentata dal Consiglio Comunale di Bari, nella sua interezza”.
Al momento la Melini si è riservata, qualora ce ne fossero i requisiti, di costituirsi parte civile in un eventuale procedumento. “A tal proposito, preciso che ogni somma che dovessi ricavare a titolo di risarcimento del danno sarà da me devoluta ad un centro comunale antiviolenza. Non posso non ringraziare il Procuratore della Repubblica, dottor Giuseppe Volpe, e il Procuratore aggiunto, dottor Roberto Rossi, per l’accoglienza cordiale, densa di umanità, consolatoria”.











