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Interrogazioni come carta straccia. Gianni Liviano richiama l’attenzione sul ruolo del Consigliere regionale

I consiglieri regionali interrogano, chiedendo e sollecitando la Giunta Regionale ad affrontare (non diciamo a risolvere per concretezza) problemi e situazioni specifiche, piccole e grandi. Quando però le risposte non arrivano, significa che il “peso” del Consiglio Regionale è inversamente proporzionale al tempo di risposta (o di non risposta).

Più la Giunta tiene conto del Consiglio Regionale, e prima dovrebbe rispondere. Certo, a volte è necessario un approfondimento tecnico, uno studio degli uffici assessorili, una ispezione o una analisi di dati in possesso o perfino da recepire. Ma una risposta, sia pure di diniego o sui tempi necessari per darne una, il Consigliere regionale la merita.

Le è dovuta in virtù del mandato che esso ricopre, delegato ad un ruolo anche di controllo su efficacia ed efficienza dell’attività amministrativa della Regione Puglia, oltre che ad un mero ruolo di sterile numero e voto nelle sedute consiliari.

Sono sei le interrogazioni al momento senza risposta, che il consigliere Gianni Liviano ha inviato al presidente della Giunta Michele Emiliano e al presidente del Consiglio Mario Loizzo. E Liviano questa mattina, spazientito, non le ha mandate a dire, spiegando punto per punto di cosa si tratta e chiedendosi, ogni volta, come mai non avesse avuto alcuna risposta.

“Questa è una grave lesione – ha detto nel corso di una conferenza stampa – delle prerogative dei consiglieri regionali, allo svolgimento corretto delle funzioni istituzionali e politiche”.

Le denunce contenute nelle interrogazioni si riferiscono all’assegnazione di fondi ed alla gestione di bandi attraverso procedure di affidamento diretto nelle Agenzie ed in alcuni Enti regionali, oltre che ad alcune assunzioni a chiamata diretta.

Argomenti piuttosto importanti e che probabilmente meriterebbero risposta.

Il consigliere Liviano ha sottolineato che sarebbero emerse, nelle assegnazioni dirette, una serie di società che con un sistema di scatole cinesi farebbero capo sempre più o meno agli stessi soci. “Il mio non è un intento investigativo – ha detto Liviano – ma desidero immaginare una gestione più corretta dei fondi pubblici. Una coordinazione che renda possibile, fra l’altro, non penalizzare tutte le società che operano nello stesso settore. Pongo il problema dal punto di vista politico”.

Per Liviano le leggi non rappresentano una “rigidità burocratica” ma un punto di riferimento per la corretta gestione della cosa pubblica. “Un elemento imprescindibile nella attribuzione di fondi e incarichi”.

“Il mio – ha concluso Liviano – è un comportamento coerente e corretto che si ispira ai valori del centrosinistra. Quei valori che abbiamo sbandierato in campagna elettorale e che puntavano alla costruzione di un futuro fatto di giustizia, legalità e trasparenza, principi che voglio difendere anche nel rispetto del mandato elettorale”.

Di seguito l’intervento integrale di Gianni Liviano, dove vengono spiegate nel dettaglio le interrogazioni. Le risposte? E chi lo sa… o meglio, qualcuno dovrebbe saperlo…

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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