Luciano Ligabue è partito con il suo Start Tour 2019, nome omonimo dell’ultimo album uscito a marzo di quest’anno, tra l’altro disco d’inediti con la tracklist più corta della sua carriera, appena dieci brani. Debutta con due settimane di primo posto nella classifica FIMI e diviene disco di platino con 50mila copie vendute. Se andiamo al penultimo album d’inediti, Made in Italy del 2016, otterrà tre dischi di platino con 150mila vendite.

Mondovisione (2013) otterrà 7 dischi di platino con 350mila cd venduti, Arrivederci Mostro (2010) porta casa 4 dischi diamante con 480mila copie distribuite. E così via, era importante partire da qui per capire il motivo del “flop” registrato nelle vendite dei tagliandi a questo giro negli stadi, divenuto palpabile con la prima tappa di Bari del 14 Giugno, tra proteste e gaffe dell’organizzazione, certificato anche a Messina ieri con appena 15mila presenti.

Quando Ligabue debuttò nei grandi spazi era il 1997 con il primo San Siro a Milano, capeggiava uno striscione: “Meglio del Liga solo la f*ga”, e lì iniziò il confronto infinito tra i due rocker italiani, con la stampa ed i fan spesso impegnati a fare una guerra di numeri con Vasco. Qualcosa però è andato storto, ed un accordo di Liga non tira più.

Il “consenso” è andato via via scemando, i numeri delle vendite sono calati vertiginosamente come abbiamo precedentemente visto, il pubblico s’è ridotto perché l’attenzione è scemata, la nuova produzione viene acquistata dai fedelissimi, da chi compra il “marchio”, e gli stadi non possono essere riempiti senza curiosi, nuovi adepti, visitatori di passaggio. Luciano vive della rendita dei suoi straordinari trent’anni di carriera.

Sul palcoscenico è impeccabile, il suo show merita 100 volte di essere visto, la sua prestazione canora, fisica, ed il sound della band, sono pieni, tondi, calorosi, ed è oggettivamente bravo, come sempre. Non c’è nessun dubbio su questo.

Ed anche il suo aplomb resta impeccabile ed onesto, come egli stesso ha riportato sulla sua fan page Facebook: “(…) Allora: il tour è cominciato e se da un lato è vero che in alcuni stadi, a questo giro, l’affluenza di pubblico è inferiore alle previsioni dell’agenzia, dall’altro è anche vero che l’altra sera a Bari è stato meraviglioso ritrovarvi con tutta quella energia e passione e bellezza che solo voi sapete sprigionare. (…) La produzione (e quindi lo spettacolo) che stiamo portando in giro è una delle nostre migliori di sempre (e non verrà ridotta in nessuna situazione), la band è in formissima e il cantante c’ha più voglia che mai.”

È triste comunque, lo dico da fan, vedere palchi spostati con ardire in avanti per chiudere gli spazi, Ligabue teso come una corda di violino con i ringraziamenti a stento al pubblico, nessun sold out fino alla chiusa dello spettacolo a Roma, e soprattutto, ovviamente, nessun raddoppio di date a San Siro ed Olimpico, in automatico da sempre fino ad oggi, quando cominciava i tour.

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Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.