MILANO (ITALPRESS) – “È un’esperienza umana incredibile quella che ho fatto oggi”. E’ così che Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio ’92 in via D’Amelio, a Palermo, ha descritto l’incontro avuto a Milano con Marcello D’Agata, ex boss ed esponente di primo piano di Cosa Nostra catanese legato al clan di Nitto Santapaola, tutt’ora detenuto nel carcere di Opera dove ha iniziato un percorso di redenzione. L’incontro si è svolto sotto forma di dialogo presso il Centro territoriale sociale di Corso Garibaldi ed è stato organizzato dall’associazione “dEntrofUoriars”, che si occupa del reinserimento dei detenuti e dall’associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli. “Per me è stata un’esperienza umana incredibile vedere una persona che, come lui, addirittura dice che la pena se la meritava e che non ha collaborato con la giustizia proprio per scontarla fino alla fine. Non lo credevo – ha aggiunto Borsellino – ed è un caso rarissimo, sembra quasi irreale, che il carcere potesse ottenere questi effetti. Evidentemente ha avuto fortuna. È capitato in un carcere dove ha avuto la possibilità di fare questo percorso”.
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