“La Regione Puglia insieme all’Asp Maria Cristina di Savoia, proprietaria dell’ex convento dei carmelitani di Bitonto e della chiesa annessa, ha realizzato un lavoro eccezionale: abbiamo rimesso in piedi un meccanismo molto complesso e, a richiesta della Diocesi, messo a disposizione questo luogo in modo tale che potesse essere nuovamente utilizzato per il culto ed affidato ai fedeli del territorio perché lo utilizzino prendendonsene cura”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano oggi a Bitonto per sancire l’intesa con la quale la chiesa dedicata alla Madonna del Carmine è stata concessa alla Parrocchia San Giovanni Evangelista per 99 anni, unitamente ad una parte del giardino attiguo ed alla servitù di passaggio attraverso l’ingresso principale alla struttura.
D’impianto medievale, l’antica chiesa dei padri Carmelitani fu completata ai primi del Cinquecento, successivamente ampliata e arricchita nel XVIII secolo, soprattutto con l’opera delle Botteghe di Carlo Rosa (il soffitto a lacunari nella chiesa) e Nicola Gliri (le lunette del chiostro). Gli ultimi interventi risalgono alla metà del XIX secolo.
Presenti all’evento anche l’arcivescovo mons. Francesco Cacucci, l’assessore all’industria turistica e cultuale Loredana Capone, il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio, il Commissario ed il Parroco, don Francesco Acquafredda.
Il presidente Emiliano ha anche visitato il museo diocesano di Bitonto: “un museo spettacolare – ha detto – consiglio a tutti di andarlo a vedere perché ci sono degli autentici capolavori. Si trova peraltro il uno dei centri storici più belli d’Italia, quello di Bitonto, che per vastità e secondo solo a quello di Lecce. In questi giorni d’agosto Bitonto è perfetta per trascorrere un weekend culturale e anche culinario perché ci sono degli ottimi ristoranti. Siamo sempre al fianco del Sindaco che tanto si sta sforzando per promuovere la città attraverso la cultura. Ci sono dei monumenti a Bitonto straordinari, a cominciare dalla cattedrale che è uno dei capolavori del romanico pugliese”.
L’assessore Loredana Capone ha dichiarato: “Oggi è stata una giornata importante per Bitonto. Importante perché abbiamo aperto al pubblico il Museo Diocesano sostenuto dalla Regione Puglia per finanziamenti con oltre 4milioni e seicento mila euro e che ha visto lavori importanti nel corso di questi anni e poi perché la chiesa dedicata alla Madonna del Carmine è stata donata dall’Asp insieme alla Regione proprio alla Diocesi perché la comunità parrocchiale possa viverla appieno. Questi due eventi sono in realtà un primo step delle attività che bisogna fare perché ogni bene culturale possa essere goduto da tutti i cittadini: non importa di chi sia la proprietà ciò che importa sono le attività che si realizzano.
La possibilità di far crescere una comunità, crescita che é anche lavoro: giovani laureati in storia dell’arte, in beni culturali. Questo è il nostro obiettivo, che rimangano qui in Puglia e che non vadano all’estero ad esprimere le proprie competenze. Ma Fondamentale è anche il fatto che questi beni culturali posseggono un patrimonio storico, artistico ed architettonico di enorme rilevanza, uno tra i più belli di Puglia. Occorre, dunque, che cittadini sempre di più ne siano consapevoli, lo conoscano e lo visitino e lo facciano vedere e conoscere anche ai turisti, unendo così il turismo culturale a quello enogastonomico per il quale Bitonto é anche famosa.”
Il progetto per la realizzazione del Museo Diocesano di Bitonto (ex seminario-biblioteca-archivio) ha previsto 5 interventi regionali dal 2005 al 2019, per un importo complessivo pari ad € 4.628.941,86 di cui 3.988.481,05 di fondi pubblici, € 240.460,81 di cofinanziamento e € 400.000 di fondi privati. Questi interventi regionali hanno permesso la funzionalità, il restauro, l’adeguamento funzionale e la fruibilità dell’intero complesso museale.
L’obiettivo, che parte oggi e che merita di essere assicurato da parte di tutti, è quello di assicurare la fruibilità di tutti gli spazi del museo diocesano di Bitonto con una duplice funzionalità: da un lato curando l’accoglienza del visitatore attraverso strumenti didattici e dall’altro creando un percorso di visita, legato alla storia, dal XII al XIX secolo.











