Riparte il campionato del Lecce che ricomincia a giocare dopo lo spavento di venerdì sera nel match poi sospeso contro l’Ascoli e va a Venezia per riprendere il discorso lasciato in sospeso. Con la squadra lagunare, tra l’altro, iniziò (all’andata) il cammino positivo dei giallorossi che, dopo un avvio di campionato pessimo, trovarono la strada dei punti pesanti e successivamente della continuità. Un punto di svolta, dunque, nella stagione salentina. Una squadra fastidiosa ma non tra le big della Serie B. La classifica dice dodicesimo posto, 25 punti conquistati (6 vittorie, 7 pareggi e 8 sconfitte), 20 gol fatti e 24 subiti. Una squadra, dunque, da metà classifica, apparentemente senza nulla da chiedere al campionato. Anche se l’ultimo posto disponibile per i play off dista meno (5 punti) di quanto disti quello per i play out (7). Una squadra che, nelle ultime cinque partite, ha perso con due big come Benevento e Pescara, vinto contro Padova e pareggiato con Spezia e Carpi.

Il grande punto interrogativo, dopo il forte spavento di domenica, è ovviamente la sostituzione di Manuel Scavone, fino a questo momento pedina inamovibile del centrocampo salentino. 18 presenze su 20 gare giocate, infatti, per il centrocampista ex Parma: meglio di lui solo Mancosu (sempre presente), Vigorito e Petriccione (19 presenze). Per la sostituzione del giocatore che venerdì sera ha fatto tremare tutti per l’infortunio si fanno molte ipotesi. L’aspetto negativo, per Liverani, è che l’assenza arriva a pochi giorni dallo stop di Falco, altro elemento difficilmente sostituibile. Altrimenti la sostituzione più logica, dopo l’arrivo di Tumminello, sarebbe stata quella di spostare Falco sulla trequarti e Mancosu sulla linea dei 3 di centrocampo, con Tumminello, Palombi e La Mantia a lottare per 2 maglie da titolare. In realtà la presenza di pedine importanti come Tabanelli e Haye in panchina potrebbe rendere il discorso più complesso.

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Ma se il Lecce non sorride a causa degli infortunati, il Venezia, dal canto suo, arriva al match con due squalificati e tanta rabbia espressa dal direttore sportivo Andrea Rogg che ha sottolineato gli errori arbitrali di cui sono stati vittima nell’ultima giornata. Gli strascichi delle ultime due gare arrivano fino a lunedì sera, quando i veneti dovranno affrontare il Lecce senza Bentivoglio (3 giornate prese domenica scorsa), Domizzi (espulso contro il Benevento) e Di Mariano (ancora un turno da scontare). Praticamente tre dei pilastri di questo campionato (18 presenze e due gol per il centrocampista, 20 presenze 2 gol per l’esperto difensore, 20 presenze e sei per l’attaccante autore anche del gol del momentaneo vantaggio del Venezia nella gara d’andata). Zenga, dunque, dovrà reinventarsi la formazione da portare in campo. Recentemente ha scelto un 3-4-1-2 con Bocalon e Rossi (i due nuovi acquisti) in attacco sostenuti da Zennaro. Sulle fasce dovrebbero trovare posto Bruscagin (18 presenze per lui quest’anno) e il rumeno Suciu (o Garofalo che, in ogni caso, potrebbero scalare sulla linea difensiva facendola diventare a 4. Grande traffico al centro dove Besea, Schiavone, Segre e Pinato si contendono due maglie da titolari. Modolo e uno tra Coppolaro e Cernuto dovrebbero comporre la difesa centrale.

Arbitro del match Giua. Fischio d’inizio ore 21 di lunedì 11 febbraio. Le due squadre potranno godere dell’indubbio vantaggio di giocare quando tutte le altre concorrenti avranno già disputato il loro match, anche se, in questi casi, la distrazione potrebbe essere pericolosa. Entrambe devono pensare a questa partita che appare fondamentale per il loro cammino.

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