E se davvero le vendite di carne caleranno (o sono già calate), ci penseranno i tanti immigrati che sono nel territorio a tenere in equilibrio l’asticella dei consumi. Dopo l’allerta lanciata dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Oms sui rischi derivati dalle carni come wurstel e salsicce, l’osservazione confortante, neanche tanto peregrina, è di una commerciante del settore, “Gli stranieri consumano enormi quantità di carne, soprattutto pollo, senza preoccuparsi di allarmi o mode vegetariane”, commenta la signora Di Giovanni, “a dire il vero non vedo un grande calo delle vendite”. Più preciso è il direttore di uno dei Centri carni di Bari, Antonello Spadavecchia: “Piuttosto è la crisi che da un po’ di tempo riduce il consumo di carne, secondo me in calo del 15-20%, ma le abitudini cambiano a seconda del target di ogni supermercato, è chiaro che in quelli più popolari sarà difficile verificare un aumento di vendita di prodotti vegetariani”.
Non si lascia spaventare dalle notizie di cronaca, né dalle cassandre di turno, il titolare di una storica macelleria barese: “Non cambierà niente. Chi mangiava la carne continuerà a mangiarla. Stamattina solo una cosa particolare mi è successa, la gente ha cominciato a chiedere solo carne bianca. E io sapete che gli ho risposto? Non è mica il colore che conta. La verità è che il problema non è la carne in generale, ma la qualità della stessa, e d’altronde stesso discorso si potrebbe fare per il grano, per l’olio e tanto altro ancora”. Cert’è che nel suo negozio offre anche carne per vegetariani.
Che sarà mai questa trovata? “Impasti di tofu e verdure. L’aspetto è identico all’hamburger. Come vede noi la questione l’abbiamo risolta già da tempo”. Ma quindi le vendite sono in calo? “I vegetariani sono aumentati del 15-20%, ma non spostano il mercato, è un trend che va avanti da due anni. Non sarà questa notizia a cambiare i consumi”. I venditori e mangiatori di zampine riusciranno a dormire sonni tranquilli?











