Molto si è parlato nell’ultimo periodo del crescente declino delle popolazioni di api, dei danni che questo comporterebbe all’agricoltura e all’economia mondiale. Sembra, però, che nuove minacce si stiano affacciando, soprattutto nel nostro territorio, e anche dalla politica stanno giungendo i primi appelli: il vice presidente del Consiglio regionale, Nino Marmo, e il deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera, hanno recentemente espresso la propria preoccupazione riguardo all’Aethina tumida, un coleottero proveniente dal Sudafrica, che ha già prodotto ingenti danni in Calabria e potrebbe giungere presto in Puglia. Una notizia positiva di pochi giorni fa, invece, è stata da l’istituzione di un’anagrafe delle api da parte del Ministero della Salute.
Abbiamo chiesto a Francesco Angiulli, naturalista – ha collaborato, in qualità di botanico, in numerosi progetti legati alla biodiversità pugliese – e apicoltore – fondatore e responsabile dell’Officina della api di Monopoli, che si occupa di produzione di miele e propoli e del recupero sciami e servizio di impollinazione – di aiutarci a capire qualcosa di più del mondo delle api e di cosa stia succedendo in questo momento su questo fronte.
Quale ruolo rivestono le api in natura? Quali i vantaggi per l’Uomo e la Società?
Le api sono preziose per l’equilibrio ambientale e per l’Uomo perché indispensabili impollinatrici di molte piante che non si possono riprodurre in altra maniera: si calcola che almeno un terzo delle piante di cui ci nutriamo si riproducano grazie all’azione impollinatrice delle api e di altri insetti. Credo che soltanto questo basti a farci capire quanto sia importante il ruolo di queste creature all’interno di ecosistemi sia naturali che di vocazione strettamente agricola. Insomma, forse bisognerebbe cominciare a pensare alle api come parte fondamentale della nostra società.
Quali sono “i nemici delle api”?
Come tutti gli esseri viventi che vivono sul nostro Pianeta, anche le api hanno i loro “nemici” naturali che esse stesse riescono più o meno a tenere sotto controllo. Tra questi, al momento, la varroa è il parassita con il più pronunciato impatto economico nell’industria dell’apicoltura.
Varroa destructor è un acaro parassita esterno che attacca le api soprattutto quando queste ultime si trovano nello stadio di larva. La varroa si può riprodurre solamente in una colonia di api mellifere e, durante il suo attacco, può anche trasmettere agenti virali all’ape. Una grande infestazione di varroa potrebbe portare alla morte della colonia, di solito tra la fine di autunno e l’inizio della primavera.
Fra i molti insetti che vivono nell’alveare con le api, cibandosi di miele, polline e cera, un posto di rilievo spetta alla tarma della cera – Galleria mellonella L.. Spesso si attribuisce a questo lepidottero l’indebolimento, se non addirittura la scomparsa di interi alveari, con successiva distruzione dei favi e danneggiamento dei telaini ed arnie. In realtà, nei nostri climi, la tarma della cera è normalmente ben controllata e combattuta dalle api stesse.
Sicuramente uno dei nemici più letali delle api è l’Uomo, quando attua scelte sbagliate: mi riferisco a chi si ostina a far uso indiscriminato di fitofarmaci in agricoltura e a chi permette ancora tutto questo. Tuttavia, grazie ad alcune recenti direttive europee, si stanno facendo dei passi in avanti, bandendo dal commercio i fitofarmaci neonicotinoidi responsabili della moria di milioni di api in tutto il mondo.
Aethina tumida. Di cosa si tratta e cosa potrebbe accadere agli alveari pugliesi?
L’ Aethina tumida Murray è un coleottero originario dell’Africa meridionale, conosciuto come “piccolo coleottero dell’alveare”, che attacca favi abbandonati o famiglie di api deboli. Alla fine degli anni Novanta, a causa di importazioni di materiale apistico dal Sud Africa, questo coleottero ha invaso anche il Nord America provocando ingenti danni alle locali popolazione di api a causa del raggiungimento di alti livelli di infestazione. I danni sono dovuti essenzialmente al fatto che, essendo una specie aliena per il continente americano, non ha trovato predatori, parassiti o agenti patogeni che in genere mantengono sotto controllo la crescita della popolazione.
L’ape africana, inoltre, presentando un comportamento più “aggressivo” nei confronti del parassita, riesce in maniera significante a difendersi da questo rispetto all’ape mellifera europea. Infatti sembra che l’ape europea non riconosca il coleottero come nemico, per cui quest’ultimo può riprodursi indisturbato raggiungendo elevate densità di popolazione.
In casi di forte infestazione, la produzione di miele è gravemente compromessa a causa della presenza di escrementi di Aethina che innescano un processo di fermentazione del miele, rendendolo non più idoneo all’alimentazione umana e delle stesse api.
Ad oggi in Puglia sembra non sia stata riscontrata la presenza di Aethina tumida ma questo non significa che il nostro territorio sia immune al suo attacco. Per ora è stata accertata per la prima volta la presenza dell’insetto nel territorio italiano nella piana di Gioia Tauro, dove il personale della facoltà di Agraria dell’Università di Reggio Calabria ha posizionato dei “nuclei esca” di api. Come sia arrivato è ancora da capire ma pare che proprio il porto di Gioia Tauro sia stato un possibile sito di introduzione.
È nata da pochi giorni l’anagrafe delle api: cos’è e quale sarà il suo contributo?
L’anagrafe delle api è un importante strumento per garantire maggiore trasparenza per i consumatori attraverso la tracciabilità dei prodotti apistici. È entrata ufficialmente in vigore il 17 gennaio del 2015 ed è stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità degli apicoltori e dalla Coldiretti, soprattutto alla luce del dimezzamento dei raccolti causato dall’andamento climatico anomalo dell’ultimo anno e dall’aumento di malattie delle api, cui ha fatto seguito l’aumento del 17% di miele importato dall’estero (fonte Coldiretti).
D’ora in poi gli apicoltori avranno la possibilità di registrarsi sul portale del Sistema informativo veterinario accessibile dal portale del Ministero della Salute e comunicare una serie di informazioni – ad esempio consistenza degli apiari, numero di arnie, malattie – relative alla propria attività ed alla salute delle api. Insomma, uno strumento utile anche a tener connessi tra loro gli apicoltori, in un periodo complesso per questa attività ma soprattutto difficoltoso per la nostre care amiche api.











