HomeCronacaArceloMittal: nessun accordo con i sindacati, parte la cassa integrazione.

ArceloMittal: nessun accordo con i sindacati, parte la cassa integrazione.

Nulla di fatto nell’incontro odierno tra ArcelorMittal e sindacati in merito al ricorso alla Cassa integrazione ordinaria annunciata dall’azienda per 1395 lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto a partire da oggi e per le prossime 13 settimane.

La multinazionale ha deciso di partire ugualmente con la procedura in assenza di accordo. A nulla è valsa la richiesta dei sindacati Fim, Fiom, Uilm e Ugl di differire la decisione in vista degli incontri convocati dal vicepremier Di Maio per il 4 e il 9 luglio.
Le organizzazioni sindacali hanno deciso di proclamare uno sciopero nello stabilimento di Taranto di quattro ore. I termini della protesta saranno resi noti attraverso un comunicato unitario.

“ArcelorMittal – recita il comunicato unitario diffuso dai sindacati – ha deciso di fatto di proseguire unilateralmente con l’avvio della procedura di Cigo, assumendosi una responsabilità che peserà nei rapporti futuri con i lavoratori e con le loro rappresentanze”.

 

Calabrese (Ugl): “Anomala Cigo per un’azienda acquisita da poco”

Il segretario provinciale di Ugl Alessando Calabrese ha ribadito quanto fosse anomalo la richiesta di CIGO per un’azienda acquisita da poco, ove il piano siderurgico è ben prevedibile con le associazioni industriali che stilano programmazione mondiale sulla produzione dell’acciaio, giornalmente.

“I diversi tavoli costituiti – aggiunge il segretario – creano realmente tanta confusione senza ottenere nulla di fatto e pertanto propone un tavolo permanente sul territorio costituito da tutte le parti interessate con potere di trattativa e decisionale come è importante aver un ente certificato ben definito, per divulgare notizie veritiere in ambito salute, sul territorio.

Un’ azienda a gestione statale per decenni come l’Ilva non può essere dimenticata dal suo stesso creatore, col gioco dell’immunità che non è argomento di trattativa, infatti la stessa non può e non deve essere ad esclusivo carico dei lavoratori ma dell’Azienda e del Governo. E’ un problema che devono risolvere in comune accordo, non sperperando il denaro pubblico senza nemmeno ottenere alcun tipo di garanzia per il reddito del Lavoratore”.

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