Standing ovation per i capitani coraggiosi Claudio Baglioni e Gianni Morandi ieri sera al Palaflorio di Bari. Se un ricercatore di Harvard fosse interessato all’analisi antropologica generazionale sulle famiglie pugliesi avrebbe trovato pane i suoi denti e tanto inchiostro per la sua penna. Perché dal parterre al terzo anello non c’erano più posti vuoti, manco a pagarli. E infatti i due grandi artisti italiani per soddisfare le legittime richieste delle tante fan pugliesi (ma non solo) hanno dovuto inserire un’altra data che è quella di questa sera, dove tutto lascia pensare an trionfale bis.
Artisti senza tempo che hanno posticipato la festa della mamma e innaugurato quella della nonna. Su quelli spalti ieri s’alternava di tutto. Dai ventagli alle collane di perle ai jeans strappati. Insomma da “fatti portare dalla mamma” a portaci la mamma (bella scusa!)
Baglioni e Morandi in questo tour che ha raggiunto la 35esima tappa suonano chitarre, pianoforte, viola e saltano manco avessero 20anni. E invece questi due ragazzi insieme superano di gran lunga il secolo. Quello che colpisce il pubblico adorante però non è solo la grinta degli artisti o la gioia di cantare canzoni che che conoscerebbero a memoria a prescindere, ma l’incredibile talento e il timbro vocale dei due artisti che si ascoltano manco avessi acceso la radio o inserito un loro cd. I due capitani possono anche scambiarsi le canzoni e il palazzetto sportivi può non offrire l’acustica migliore, ma il talento e il timbro vocale dei due performers fora la crosta di qualsiasi scetticismo.
I loro grandi successi ci sono tutti. Dagli anni sessanta ad oggi; diremmo nessuno escluso. Portaportese, Strada facendo; Bella signora e una infinità di canzoni fatte per uscire dalle radio da cinquant’anni a questa parte. L’intera storia del romanticismo italiano tutto in una notte barese. Quella di ieri e quella prevista per oggi.
Così, i coraggiosi e le loro canzoni entrano come tarli d’argento nelle vite degli italiani e nel cuore dei loro fans. Mille giorni di te e di me e di loro.











