Bari, cassa prestanza, Melini: “Gravi le parole di Decaro”

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“Quello che dice Decaro nell’audio che sta circolando in queste ore è grave per due motivi: o il sindaco è in malafede e pensa realmente che i dipendenti iscritti a Cassa Prestanza per disperazione gli credano, oppure intende amministrare con atti illeciti”. Queste le parole di Irma Melini, consigliera comunale candidata sindaco alle amministrative 2019, sulle parole del sindaco Decaro nel corso del colloquio con i dipendenti a cui avrebbe promesso di riconoscere solo il versato e gli interessi di Cassa Prestanza, e non il maturato.

“Se Decaro immagina che i dipendenti abbiano ragione a pretendere anche il maturato, sta definitivamente ammettendo di non volersi assumere la responsabilità di trovare un “percorso” (come egli stesso dice) utile a riconoscere tutto il dovuto, oltre al versato e agli interessi da lui proposti, perché vuole che vi sia una sentenza del giudice, che di fatto produrrebbe l’ennesimo debito fuori bilancio con tempi e costi quadruplicati per tutti.

Qualora, invece, il sindaco ritenga che i dipendenti non debbano vedersi riconosciuto il maturato, egli ha chiarito che basterà rivolgersi ad un “avvocato esterno scemo” per fargli perdere la causa ed evitare che il Comune faccia ricorso in appello. Con questa ipotesi Decaro sancisce che il professionista dovrebbe consapevolmente o inconsapevolmente essere indotto a violare la legge, perdendo scientemente una causa che avrebbe dovuto vincere.

In entrambe le circostanze è evidente che Decaro sta gestendo questo Comune con una condotta gravemente lesiva dei diritti dei singoli, prendendo in giro il prossimo o addirittura amministrando con azioni illegittime ed esponendo così il Comune. È grave poi che un sindaco abbia perso le staffe con dei cittadini, peraltro dipendenti comunali, esasperati loro sì da un diritto negato.

Infine, ancora oggi Decaro non ha individuato un percorso reale. Invece di mettere zizzania tra i dipendenti ancora in servizio e quelli in pensione si assuma le sue responsabilità. Se vuole bloccare la trattenuta del 3% dica ai dipendenti comunali come intende agire, altrimenti la ripristini perché la Cassa Prestanza deve vivere fino a quando non viene indicato il percorso utile al riconoscimento dei diritti richiesti.

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