Gerardo Leone, maresciallo del Nucleo di Polizia Tributaria, avrebbe chiesto 40mila euro ad Alessandro Cataldo, il marito del consigliere comunale di Bari Anita Maurodinoia, per insabbiare un’indagine nei loro confronti.
L’inchiesta è partita dopo la denuncia di Cataldo che aveva segnalato al personale della Digos della Questura di Bari “le condotte di costrizione poste in essere da Leone – ha spiegato la Procura – per indurlo al versamento di una somma di denaro indicata dapprima in 10mila euro e successivamente in 40mila euro”. Il militare, nel corso di vari colloqui con la presunta vittima, oggetto anche di registrazione audio da parte di quest’ultima, lo aveva ripetutamente informato sulle vicende relative ad un procedimento penale che coinvolgeva i coniugi “ed aveva rappresentato la minaccia del danno conseguente all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di entrambi, manifestando la disponibilità, da parte sua e di un altro militare del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, ad addomesticare, nelle informative indirizzate alla Procura, gli elementi che a dire di Leone sarebbero stati acquisiti, così da insabbiare l’indagine ed evitare il nocumento all’immagine pubblica della moglie”.
Oltre al denaro, il finanziere avrebbe chiesto anche l’interessamento di Cataldo per l’assunzione della figlia presso un banca locale. La misura cautelare è stata eseguita da agenti della Digos e militari del Gico – Gruppo d’indagine sulla criminalità organizzata – della Guardia di Finanza in esecuzione di un provvedimento emesso dall’ufficio gip del Tribunale di Bari su richiesta del procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno.











