Tutte le città hanno i propri eroi e forse anche Bari, silenziosamente ne ha trovato uno o una. Ma partiamo dal principio: chi abita nelle immediate vicinanze di via Camillo Rosalba a Bari e passeggia nel quartiere Poggiofranco il sabato mattina, giorno di mercato su viale Gandhi, ci avrà fatto caso. È sempre più difficile riuscire a trovare un posto per posteggiare la propria autovettura e fare commissioni.
Quello che è accade nell’arco di poche ore in un sabato qualunque nei pressi di Via Che Guevara ha dell’incredibile: un parcheggiatore abusivo che “aiuta” gli avventori nella creazione della “terza fila” di parcheggio per il solito “caffè a piacere dottò”, l’arrivo delle forze dell’ordine chiamate da un malcapitato padre di famiglia bloccato da una signora che aveva ben pensato di parcheggiare la sua auto in diagonale sul marciapiede, bloccando di fatto l’uscita dello sfortunato papà e infine quasi due risse sfiorate causate da alcuni avventori del centro scommesse situato lì vicino che, pur di “pungersi” o recuperare la fortunata vincita al volo, decidono di lasciare l’auto con motore acceso e quattro frecce inserite bloccando la viabilità resa già difficile dalla terza fila di cui sopra. Nel frattempo le forze dell’ordine sono già andate via, così come la signora che sussurrava ai marciapiedi. Insomma, il rispetto delle regole e il ripristino dell’ordine prestabilito sono già difficili in giorni normali, figuriamoci poi nei momenti e nelle ore di maggior flusso. Chi abita nel quartiere lo sa bene, ci fa l’abitudine, e cerca in maniera gentile e cortese di far ragionare i nuovi avventori.
È il caso di questo gentile messaggio lasciato sul parabrezza di un’auto proprio in prossimità di via Camillo Rosalba. In questo caso assistiamo a un atto cortese, una richiesta semplice: evidenziare come il rispetto verso gli altri sia fondamentale. Fa piacere a tutti infatti arrivare a lavoro, fare spesa, tornare a casa trovando un posto il più vicino possibile al luogo in cui desideriamo fermarci. Ora, soffermiamoci sul momento storico nel quale viviamo: la tecnologia pervade le nostre vite, siamo iperconnessi, possiamo accendere un elettrodomestico a distanza, aprire le porte di casa da remoto, parcheggiare col park assistant, essere aiutati dalle telecamere ad alta definizione, e dai sensori di ultima generazione con intelligenza artificiale integrata, eppure continuiamo a non parcheggiare bene.
Questo è chiaramente sintomo di mancanza di attenzione e rispetto verso gli altri. Parcheggiare lasciando uno spazio di manovra e più che mai corretto diremmo pure che è umano; lasciarne troppo, potremmo dire che è diabolico. Nel caso delle foto scattate, si evince come lo spazio lasciato nella parte anteriore del veicolo, sia troppo; si aggiunga a ciò, che proprio davanti a quel veicolo non ci siano altri mezzi, ma dei cassonetti della spazzatura. Ecco allora spiegata la gentile richiesta di questo cittadino o cittadina: Si invitano tutti i residenti e non a parcheggiare in maniera adeguata la propria auto. In modo tale da beneficiare il più possibile dei posti a nostra disposizione. Grazie.
Tutti devono beneficiare di quella possibilità soprattutto in un momento storico in cui la problematica dei parcheggi è ben nota non solo ai cittadini ma anche all’amministrazione comunale che sta provvedendo alla risoluzione del problema con proposte di parcheggi multipiano e di incremento dei mezzi pubblici. Non è un caso allora che i posti auto e i box abbiano ormai, quasi, lo stesso valore al metro quadro degli immobili in vendita in zona.
La foto è stata scattata sabato 25 gennaio e l’auto in questione è ancora lì, parcheggiata tra l’altro nel senso opposto a quello di marcia pertanto passibile di multa secondo il codice della strada articolo 157, comma 2. Quel messaggio però di un eroe o eroina senza nome è un baluardo di speranza, un messaggio nella bottiglia lanciato nell’oceano dell’indifferenza, una gentile richiesta di aiuto, certamente fatta da chi le regole le conosce e le rispetta. E allora è doveroso ringraziare questa persona chiunque essa sia, perché ha ricordato a tutti che non siamo soli in questa città e che ci sono delle regole del viver comune che andrebbero conosciute e applicate da tutti. Non sempre però dovrebbe intervenire una regola, una legge o una multa. Se provassimo ad alzare lo sguardo più spesso ci renderemmo conto di quanti piccoli gesti possono cambiare la giornata, e l’umore, di qualcun altro. Gesti che vengono dal cuore e che non hanno prezzo.















