Il Bonus asilo nido è finalmente attivo, ma bisogna attivarsi sul sito dell’Ipns per poter avere diritto a quanto previsto dalla legge di bilancio del 2017.
A partire, infatti, da lunedì 17 luglio, sul sito dell’Inps è possibile fare richiesta per accedere al contributo: una somma che, a seconda dei parametri presi in considerazione, può arrivare fino ad un massimo di 1000 euro in un arco temporale di 11 mesi.
Gli stanziamenti sono notevoli: 144 milioni di euro a disposizione dei genitori di bambini nati o adottati a partire dal primo gennaio del 2016. Verrà seguita la data di presentazione della domanda, fino al completamento del plafond a disposizione.
Ai 144 milioni di euro previsti per il 2017, è previsto un seguito di 250 milioni di euro per il 2018, 300 milioni per il 2019 e 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.
Sono tre le diverse modalità di accesso al bonus: o via web tramite il portale Inps; tramite il Contact Center Integrato, al numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06164.164 (da rete mobile con tariffazione a carico di chi chiama); attraverso i servizi offerti dagli Enti di Patronato (ad esempio il Caf).
I requisiti sono semplici: i genitori devono essere residenti in Italia, cittadini italiani o comunitari, o in possesso del permesso di soggiorno per permanenza di lungo periodo. Come gli italiani possono fare richiesta anche i cittadini stranieri con status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria. Non sono invece previsti tetti di reddito. In altre parole i genitori di TUTTI i bambini hanno diritto al bonus, a prescindere dalla propria condizione economica complessiva.
Il bonus previsto dal Governo deve essere utilizzato per il pagamento (anche in quota) delle rette di asili nido pubblici o privati e sarà erogato dietro presentazione della documentazione che attesta il pagamento delle singole rette.
Il contributo arriverà con cadenza mensile con un massimale di 90,91 euro. Sarà suddiviso in 11 tranche per la frequenza dell’asilo nido, e in unica soluzione per l’aiuto domiciliare.
Infatti sarà possibile prevedere il bonus nido anche per quei bambini che necessitano di supporto in casa (al di sotto dei tre anni) a causa di gravi patologie croniche.











