Un Lecce così brutto non lo si ricordava da tempo. Il Venezia, di fronte, è in palla, atletico, aggressivo, compatto, pimpante e organizzato. Vince meritatamente per 1 a 0 e si aggiudica la semifinale di andata dei play off.
Il Lecce non fa nulla per ribaltare la situazione. E’ senza idee, senza gioco, soprattutto senza gambe. Il Venezia corre il doppio e arriva prima sulla palla.
La partita viene decisa dal solito Forte che, di sinistro, batte Gabriel al secondo minuto del secondo tempo, grazie a una giocata del solito Maleh che lo libera a centro area.
L’unica nota positiva, se vogliamo dirla tutta, è data dal risultato. L’1 a 0, infatti, consente al Lecce, per il regolamento, di poter vincere con qualunque risultato al ritorno per qualificarsi. 1 risultato positivo, dunque, per i salentini, 2 per i veneti.
Il primo tempo
L’avvio del Venezia è violento. Al 1′ subito da registrare una fiammata di Johnsen che conclude una lunga azione dei suoi compagni con un destro in diagonale. Gabriel respinge in angolo.
I minuti passano e il Lecce continua a rischiare grosso. Sale in cattedra, infatti, il difensore Modolo che prima trova la deviazione di ginocchio che potrebbe essere sfruttata da Fiordilino a due passi dalla porta, un minuto dopo trova la deviazione di testa sul terzo calcio d’angolo, con Gabriel che blocca facile.
Il Lecce prova a addormentare i ritmi, non riuscendo a fare male e dal 10′ al 25′ ci riesce anche.
Al 26′ a rompere gli equilibri arriva una botta improvvisa di Aramu di sinistro da lontanissimo che si abbassa all’ultimo e rischia di insidiare Gabriel.
Il Lecce prova timidamente al 32′ a uscire dall’angolo con Maggio che trova la deviazione di testa su calcio di punizione di Mancosu. Il primo angolo giallorosso è anche la prima occasione offensiva, anche se si risolve con un nulla di fatto. Un minuto dopo lo stesso Maggio mette al centro per Stepinski che trova una deviazione volante perfetta ma troppo centrale per impensierire Maenpaa.
40′ l’azione più importante del tempo: Johnsen per Forte che calcia violentemente in porta. Gabriel respinge da campione, effettuando una parata di livello altissimo.
Il secondo tempo
Dopo tanto creare il Venezia passa in vantaggio meritatamente al 47′ con un sinistro in diagonale di Forte che supera Gabriel.
Il Lecce prova a reagire subito affidandosi a Coda che, però, calcia debolmente. Non c’è altro spazio per i salentini, che neanche ci pensano a cercarselo, fino all’81’ dove Yalcin almeno ha il merito di calciare in porta. La difesa rimpalla smorzando la conclusione e aiutando Maenpaa a bloccare. Non succede davvero nulla nella ripresa, periodo nel quale il Lecce era chiamato a fare gioco e a ribaltare la situazione, per poter trovare un pari che avrebbe agevolato il discorso qualificazione. Ma Hjulmand è la brutta copia di quello ammirato nei mesi successivi al suo arrivo, Stepinski e Coda sembrano non riuscire a dialogare e solo l’ingresso di Henderson sembra dare brio al centrocampo. Strano il suo non impiego dal 1′.
Giovedì 20 alle 18:30 si gioca il ritorno al Via del Mare. Viene da pensare che, paradossalmente, se il Lecce avesse pareggiato, si sarebbe visto un ritorno in cui il Venezia gestiva la gara e il Lecce a difendersi. Forse, in questo modo, dovendo uscire e attaccare, Corini può impostare la squadra a fare ciò che sa fare meglio.











