Scrittore, saggista, giornalista, pensatore controcorrente e di fede musulmana. Esce da ogni schema la penna di Pietrangelo Buttafuoco che raggiunto telefonicamente, non si tira certo indietro per una chiacchierata sul Bel Paese e la sua politica.
Pietrangelo Buttafuoco, partiamo dal c.d. “DDL Cirinnà” sulle Unioni Civili che tanto ha scaldato il dibattito pubblico delle ultime settimane. Ormai è stato incardinato e pare avviarsi ad una “serena” conclusione. Però le frizioni sono state molteplici, il clima coi 5stelle ha raggiunto picchi di freddo non indifferenti. Ne ha davvero bisogno l’Italia di questo provvedimento?
“Credo non ci siano da fare altre riflessioni se non questa: E’ semplicemente un’arma (il Cirinnà) di distrazione di massa, è l’unica mobilitazione su cui i mass media si sono concentrati assieme al Parlamento, con la convinzione che la sensibilità e l’opinione pubblica coincidessero con questa stretta minoranza.
Il fatto stesso che contemporaneamente con la discussione sulla Cirinnà , si posizionassero i droni nella base di Sigonella da dove comincia la nuova guerra in Libia e che coinvolge in prima persona l’Italia (e che di fatto trasforma quella base in un bersaglio) è sintomatico del livello non solo mentale ma anche culturale dell’attuale esecutivo e di tutti i i suoi servi sciocchi che lo assecondano in questa battaglia pubblicitaria.
Senza dimenticare lo stato di incoscienza a cui si presta l’opinione pubblica, che si lascia irretire in discussioni totalmente esenti dalla sensibilità della maggioranza degli italiani. “
Roma e Milano, il centro-destra non pare fare molta opposizione al “Partito della Nazione”, vista la mancanza di profili politici. Qual è il cortocircuito che ha fatto estinguere le classi dirigenti interne?
“Se si tratta del cortocircuito del centrodestra io credo ci si possa affidare ad una semplice constatazione, ad un punto di non ritorno. Se cade il governo Renzi crolla l’impero Mediaset. Questo è l’unico argomento che cancella qualsiasi velleità di chi ancora ritiene che ci possa essere un progetto politico alternativo a Renzi. Se analizzi i singoli candidati in ogni città ti rendi conto di una ovvietà, e cioè che vogliono perdere.”
Francesco Storace Sindaco. Lo voterebbe? Perfino Gianfranco Fini ha sdoganato il vecchio nemico, pur di punzecchiare Giorgia Meloni. Come sta la questione secondo Buttafuoco? Chi ha accoltellato chi, tra le osterie romane?
A questo proposito ho scritto un articolo su “Il Fatto Quotidiano” dove cerco di spiegare come esista una sola strategia, il vecchio metodo Tatarella. Francesco Storace è l’unico che può rappresentare il mondo degli ex missini, l’unico che può vantare alle proprie spalle un curriculum specchiato. E’ stato governatore e a differenza degli altri non ha fallito, è stato coerente innanzi ad un mandato identitario. Ma da solo non può farcela, deve per forza costruire una coalizione. E deve quindi seguire, come sostenevo prima, il percorso Tatarella.
L’appoggio di Fini è marginale e non ho idea del perché lo faccia. La Meloni purtroppo, che pure è una figura di primissimo piano e valore, è ancorata ad uno schema preesistente ad Alleanza Nazionale, che da sempre ha sfregiato la capacità di forza politica perfino del Movimento Sociale. Ovvero confondono il progetto politico Nazionale con la Sezione Romana. Come se il partito fosse una immensa federazione Romana, ma così non è.
E’ passato poco più di un anno dalla nascita di “Noi con Salvini”, il progetto che vede impegnato il Segretario della Lega Nord a conquistare le terre meridionali. Lei, che non ha disdegnato una forte simpatia per l’operazione, come giudica la fase di rodaggio? In fondo il consenso c’è, ma non si decolla.
“Se di un progetto politico dopo un anno non vedi i risultati, c’è da riflettere. Però al di là di “Noi con Salvini” c’è la questione Lega. E la Lega a differenza di Forza Italia, Fratelli d’Italia, ecc., ha un vantaggio. Basta un solo nome per stabilire questo vantaggio, ed è quello di Luca Zaia (governatore del Veneto, ndr). Possono permettersi il lusso di sfoderare un fuoriclasse e di governare due regioni, Lombardia e Veneto, che non sono realtà residuali ma sono le locomotive dell’intera economia del Paese. Il Carroccio ha una responsabilità molto più forte di qualsiasi altra sigla del centro-destra.”
Le ultime scissioni nel vecchia “Casa della libertà” hanno riguardato l’ex delfino Alfano con il suo NCD e Denis Verdini. Operazioni concordate col Cavaliere?
“Ncd non credo. Verdini è senza dubbio un personaggio speciale, particolare, non c’è dubbio che dovendo dare un giudizio è molto meglio vivere un giorno da Verdini che cento da Matteo Renzi.”
Quando andremo alle elezioni? E chi vincerà?
“Se il centrodestra sarà questo vincerà per altri 70 – 120 anni Matteo Renzi. Sono molto più leali a Renzi quelli del centrodestra di quanto possano esserlo quelli della minoranza Pd.”












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