È solo l’inizio, sì, ma è ormai entrata a pieno regime anche per la regione Puglia la ricetta medica dematerializzata. Neanche troppo. La vecchia ricetta rossa, non è più un evergreen. E in tema di colori la vecchia, inimitabile stampa a colori è stata difatti sostituita da un più, “imitabile” foglio bianco.
Questa transizione che ha l’obiettivo di semplificare una serie di passaggi, dal medico al paziente e dal paziente al farmacista, al momento pare presentare piuttosto innumerevoli incognite e imprecisioni. L’uso della ricetta elettronica ha evidenziato una mancata coordinazione tra medici e farmacisti, denunciata dagli organi preposti di molte regioni italiane. Queste nuove ricette, hanno una semplicità strutturale che le rende facilmente fotocopiabili e quindi ripetibili.
Certo è un primo passo per salutare “la rossa” prima di affidarsi all’informatica, ma se la ricetta dematerializzata è l’infrastruttura del Fascicolo sanitario elettronico, quali sicurezze vegliano sulla privacy dell’assistito? Questa la grande perplessità che da più parti, pazienti, medici e farmacisti sollevano: I dati personali come vengono gestiti e con quale livello di sicurezza? A chi sono resi accessibili?











